È giusto controllare o dirigere i loro giochi?

La risposta è no. Il motto di questo articolo è: facciamo dirigere i giochi a loro! È giusto supervisionare, controllare, ma mai dirigere o comandare i loro giochi.


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Ecco un video dal mio canale su YouTube… Si parla di come giocare e di come alcuni adulti non hanno ancora capito che giocare con i bambini significa mettersi DI FIANCO a loro.

Quanti genitori si insinuano con la loro logica “da neo-corteccia” per voler a tutti i costi insegnare al bambino il modo più efficace per giocare?

Io sono sempre stata consapevole di dover ridurre la mia partecipazione al ruolo di assistente, eppure, alle volte, mi si risvegliava la neocorteccia che voleva rispettare una certa logica nella procedura e velocità nella realizzazione. Bisogna imparare a frenarsi.

Guarda il video per capire come giocare con loro esaltando la loro creatività, come ascoltarli, come stimolare la loro autostima, come elogiarli e accrescere la loro indipendenza. E poi, se la mamma deve andare a fare altro? Ecco esempi e soluzioni.

Fammi sapere in un commento qui sotto i tuoi successi “giocosi” e ti risponderò molto volentieri.


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Debora Conti, autore dell'articolo: È giusto controllare o dirigere i loro giochi?
È giusto controllare o dirigere i loro giochi? – Diventa Genitore Leader e Coach – Figli Felici
Un articolo di Debora Conti, mamma, Trainer di PNL da più di 10 anni e l’unica operatrice certificata in Europa per lo Yale Parenting Method presso Yale University, ideatrice del metodo Figli Felici. Nel 2013 ha ideato il metodo Figli Felici ed è autore del libro “Il Linguaggio Emotivo dei Bambini” con Sperling & Kupfer.

3 video gratis per crescere i figli in un ambiente sereno… per tutti!

Il primo video ti parlerà di come “complimentarsi”, cioè l’elogiare o praise in inglese. Il secondo video introdurrà la tecnica dell’ignorare. Nel terzo video capiremo come sono neurologicamente così diversi rispetto a noi.

È preferibile dire: «Si parla con un tono di voce normale» piuttosto che: «Non si urla», meglio dire che si usa la forchetta piuttosto che non si usano le mani per mangiare... Debora Conti - Speling & Kupfer - Metodo Figli Felici - Kazdin Parenting Method  - PNL - Programmazione Neurolingiostica - Yale Parenting Center

È preferibile dire: «Si parla con un tono di voce normale» piuttosto che: «Non si urla», meglio dire che si usa la forchetta piuttosto che non si usano le mani per mangiare... Debora Conti - Speling & Kupfer - Metodo Figli Felici - Kazdin Parenting Method  - PNL - Programmazione Neurolingiostica - Yale Parenting Center

È preferibile dire: «Si parla con un tono di voce normale» piuttosto che: «Non si urla», meglio dire che si usa la forchetta piuttosto che non si usano le mani per mangiare... Debora Conti - Speling & Kupfer - Metodo Figli Felici - Kazdin Parenting Method  - PNL - Programmazione Neurolingiostica - Yale Parenting Center

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Comments 2

  1. Ciao Debora.
    Grazie per il tuo prezioso contributo, lo apprezzo molto!
    Mi trovo in accordo col tuo metodo educativo.
    Ho una bambina di quasi 3 anni che al mattino va al nido e due pomeriggi a settimana e’ a casa con me e i restanti tre e’ con i i nonni e che vuole sempre giocare con qualcuno e mai da sola.
    E’ stanca per andare al parco quindi passiamo il tempo a giocare assieme a casa, dipingendo, leggendo, cucinando, giocando col dido’ o con mille altri giochi. Un’oretta al giorno la passa fra tv e computerino ma per il resto e’ sempre attaccata a me. Abbiamo provato a invitare suoi amichetti a casa ma fra malanni di stagione e il suo senso del possesso non e’ stata una soluzione.
    Non gioca mai da sola e per me giocare tutto il pomeriggio e’ stressante.
    Fin da piccola l’ho abituata a fare tante piccole attivita’, credo sbagliando, xche’ non volendo l’ho anche abituata a cercare sempre qualcosa da fare mentre credo che anche la noia sia importantissima x lo sviluppo delle proprie risorse e della fantasia.
    Come posso migliorare questa situazione? Cosa sbaglio?
    Grazie del tuo tempo!

    1. Post
      Author

      Ciao Simona,
      intanto direi che non si sbaglia mai… O non si è mai comunque perfetti, eheh!
      Usa passaggi di 5 minuti in 5, dolcemente, intanto che tu fai una cosa la abitui a fare 5 minuti da sola, poi diventeranno 10 e poi 15. Non aspettarti tanto dai 3 anni perché comunque non credo che più di mezz’ora… Poi dipenderà anche da bambino a bambino e da abitudini.
      Ora non è tanto stagione di parchetti, però io ne approfitterei almeno per mezz’ora quando fa “decente” per un po’ di aria pulita (rispetto a virus vari di asilo) e un po’ di vitamina D 🙂
      Hai ragione, anche io voto per restare a far nulla (quell’annoiarsi di cui tanto si parla, giustamente) e vedrai che si inventerà cose e fantasie dal nulla e sarà bello osservarla creare e fare.
      Quindi, inizia passo passo, complimentati anche per 3 minuti di gioco da sola, che gestisce lei e che fa lei e poi continua tra minuti da darle da gestire e complimenti da parte tua.
      Alle volte fai anche finta di leggere una rivista intanto che lei inventa qualcosa con il didò. Lasciala fare e sbagliare, il risultato non deve essere bello, è il processo che conta a quell’età, almeno fino ai 5 anni.

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