Il segreto per gestire il proprio dialogo interno

Il dialogo interno è quella radio interiore che commenta, giudica, si chiede sulla vita. Sempre. Mentre scriviamo, leggiamo, parliamo con gli altri, facciamo le cose o non le facciamo. Il dialogo interno può essere incoraggiante, consolatorio, categorico, esitante, negativo o paralizzante.

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In questo post vorrei condividere con voi alcuni modi per affrontare quel dialogo interno che blocca, infastidisce, impaurisce e impedisce di vivere la vita. Una volta qualcuno disse “Vivi la tua vita perché nessuno morirà per te”. Ecco, quel nessuno in questo post è il dialogo interno negativo e paralizzante. Quello che io – poi spiego – chiamo sempre “non utile”.

“Non utile” perché anche le frasi più brutte dette a noi stessi hanno avuto un giorno (anche fosse quel giorno solo) la loro utilità. Una frase come “Non ce la farò mai” di solito serve a preservarsi da sconfitte, ulteriori sconfitte. Una frase come “Sei una pappamolle”, se presa per il verso giusto, serve per spronarci, solo che molto spesso blocca ogni ulteriore azione e basta.

Quando insegno tecniche di PNL nei miei corsi e audio corsi (vedi qui) propongo sempre di 1) rispondere a tono e 2) coinvolgere la paura che si nasconde dietro le apparenti frasi “non utili”.

Ecco qui 4 suggerimenti per affrontare il dialogo interno improduttivo:


1 RISPETTARE LA REGOLA DEL PIÙ UNO
La descrivo nel mio libro Dimagrisci senza dieta, quando dico che bisogna sempre ribattere al dialogo interno borbottone. Non si può lasciare che frasi come “Sono un perdente” riecheggino nella mente senza risposta! Sarebbe come dare ragione all’affermazione. Bisogna, dico BISOGNA, rispondere a tono. Sempre una volta in più. Cioè, se le frasi negative sono 10, io devo ribattere 11 volte almeno.

2 IMBOTTIRSI DI FRASI ISPIRANTI
Se non sappiamo come riempire la nostra mente, consiglio di imparare frasi ispiranti da ripetersi di tanto in tanto durante la giornata. Frasi di vecchi saggi cinesi, di grandi formatori e personaggi; frasi che elevano, fanno sognare e ci fanno pensare in positivo. Credo che in internet ce ne siano a migliaia, basta cercare sotto “frasi ispiranti” o “citazioni famose” e simili…

3 FARSI DOMANDE UTILI
Certo. Anziché lasciare che la paura riempia la testa di timori, è bene scegliere cosa dirsi, e quale strumento migliore può mai esistere se non le Domande Utili? Le Domande Utili sono uno strumento potentissimo perché rispondono al naturale meccanismo per cui “a domanda la mente risponde”. Pertanto se ci facciamo domande che NECESSARIAMENTE richiedono risposte positive siamo a cavallo. Nei corsi di Giusto Peso Per Sempre faccio quasi sempre questo esempio: chiedersi “Perché sono grassa?” , porta solo ad abbattersi; chiedersi però “Come faccio a dimagrire?” non è certo meglio, perché non presuppone “dimagrire bene”; una domanda utile in questo caso è “Cosa posso fare oggi e ogni giorno per perdere questa pancetta in modo sano e divertente entro i prossimi sei mesi?” La mente, necessariamente cercherà delle risposte che soddisfino le richieste della domanda. Nel caso di “Come faccio a dimagrire?” avrebbe potuto ricercare una tra le mille diete provate in passato – percorso già vissuto e quindi più facile.

4DAI UN VOLTO ALLA PAURA
Nel mio libro Ascolta i grilli e scendi dall’Ottovolante suggerisco proprio di rivolgersi alla paura come se fosse una personcina. A me – racconto – è utile vederla come una piccola me stessa con cui parlare. Di solito io la saluto, mi siedo vicino a lei, così da essere alla stessa altezza (come con i bimbi), le parlo in modo rassicurante e uso parole e logica rassicuranti. Le faccio capire che provare è bene, che uno sbaglio è normale e cerco insieme a lei possibili soluzioni che accontentino tutti, la voglia di nuovo e il bisogno di conosciuto. In questo articolo distinguo la paura di fallire con la paura di riuscire.

Sono sempre qui per domande in merito a ciò che scrivo. Sono molto curiosa di sapere come vi trovate con l’applicazione della Regola del più uno e con la formulazione delle Domande utili.


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Comments 2

  1. Aiuto Debora! Io lo so che mi parlo male e di continuo. Non so come fermarmi, mi sembra che provenga da altre persone… Da mia madre a dire la verità. Ti chiedo qualche consiglio adatto al mio caso disperato. Sentitamente grazie, Mary

    1. Post
      Author

      Carissima Mary, eheh. Intanto non ci credo che ti parli tutto il tempo in modo “non produttivo”. Pensaci bene e ridimensiona questa tua “generalizzazione” si direbbe in PNL. Immagino che la spesa è una lista neutra di cose che girano nella mente, che le cose da fare sono elencate tranquillamente e asetticamente. Pensa allora a cosa e quando il tuo dialogo interno ti sembra ti critichi.

      1. Individuato il quando, in termini di situazione o emotivi, ricorda se ci sono frasi o insulti tipici.

      2. A questo punto sei pienamente consapevole di quando, quanto spesso e cosa gira nella tua mente che vuoi cambiare.

      3. Adesso passi all’azione. Ai corsi di Indipendenza Emotiva propongo l’esercizio del “Rispondere a Tono”… alla persona antipatica.
      Perciò: pensa a una persona che ti sta antipatica ma di cui non ti interessa molto: un collega, una vicina di casa ficcanaso…

      Immagina allora che si tratti di quelle frasi dette da questa persona antipatica: come reagiresti? Cosa risponderesti? Come la zittiresti?

      Immagina esattamente la situazione: cosa avresti fatto la scorsa volta se avessi risposto a quelle frasi, proprio come se avessi risposto a tono a quella persona antipatica?

      E così via, cara Mary. Non lasciare che frasi o insulti del passato la abbiamo vinta su di te. Rispondi a tono e poi potrai lavorare sulla tua “paura di” – spesso legata a questi freni – o crescita personale. Anche questo percorso è incluso nel corso di Indipendenza Emotiva.

      Ripeti tutto questo esercizio per una settimana, più volte a settimana. Se avrai bisogno, io posso assisterti in coaching.

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