Come cambiare un’abitudine non utile per sempre

Nel libro Ascolta i grilli e scendi dall’ottovolante, le ho chiamate “ottovolanti”. Come quelli delle giostre, che a volte ci fanno volare, altre non ci permettono di scendere… e i giri sembrano infiniti. Come si fa a scendere? A cambiare abitudine?


Come cambiare un’abitudine non utile per sempre » Indipendenza Emotiva » Debora Conti

«Sì, io vorrei, fortemente “vorrei” smettere, vorrei cambiare abitudine MA NON CI RIESCO.» Queste sono le parole di tutti noi QUANDO non riusciamo a “scendere” da quell’ottovolante che ci mantiene sempre sulla giostra e per cui pare abbiamo un carnet di biglietti d’ingresso infiniti! In questo passaggio tratto dal libro Ascolta i grilli e scendi dall’ottovolante ti spiego 1) Perché le abitudini non utili sono così difficili da abbandonare/cambiare/distruggere e 2) Come fare per abbandonarle una volta per tutte, in modo duraturo e relativamente facile e naturale. Leggi questo passo con attenzione e buon lavoro!

IL SEGRETO PER ELIMINARE ABITUNI NON UTILI

IL vero segreto della vita, della felicità, della legge dell’attrazione sta nel conoscere cosa c’è nella tua testa e nel sapere cosa farne.

Ecco i 10 comandamenti del tuo potere cognitivo sulla mente inconscia:

  1. Non scontrarti mai con il potere della tua mente inconscia, lei vincerà sempre
  2. Il tuo potere cognitivo è limitato, gestisci la tua attenzione
  3. La tua forza di volontà è conscia e non potrà mai imporsi sui meccanismi inconsci, servitene solo per motivare la tua attenzione
  4. Utilizza il linguaggio della mente inconscia fatto di emozioni e immagini vivide
  5. Usa i mezzi che parlano al tuo cervello inconscio, i sensi
  6. Non imporre, chiedi
  7. Non ordinare, persuadi
  8. Non ragionare con lei ma fai in modo che quello che vuoi sia più attraente del disco che sta girando adesso
  9. Parlaci prima, quando sei tranquillo
  10. Usa il meccanismo della ripetizione.

VOGLIO SMETTERE

Poniamo il caso che io lavori in un ufficio, mi mangi le unghie e voglia smettere. Quest’ultimo è un presupposto fondamentale.

Non si può scendere da un ottovolante se neanche la mente cognitiva lo vuole!

Diamo per scontato quindi che io lo voglia veramente con tutte le mie forze. La mia motivazione a smettere è forte e focalizzata mentre esprimo il mio desiderio, sono determinata più che mai e ho fatto anche un piano per raggiungere l’obiettivo, ho i miei buoni propositi, conosco un po’ di Programmazione neurolinguistica e voglio immaginarmi mentre allontano la mano dalla bocca, respiro, sono tranquilla.

Vado in ufficio, la scrivania incasinata mi trasmette già la prospettiva della giornata, mi siedo e sospiro. Avvicino la mano alla bocca e… No, no, no, beccata! Ce l’ho fatta, mi sono accorta in tempo e mi sono fermata.

Ma poi squilla il telefono, devo preparare la relazione per domani, il capo vuole tre cose in contemporanea, la collega oggi è giù di morale, dovrei chiederle perché ma ora non ho tempo, devo lavorare, mi sento in colpa, sono in ritardo, devo farmi un caffè, non posso sennò rimango indietro… TILT! La coscienza si spegne per un attimo e mi ritrovo a guardare con occhi di triglia lo schermo del computer e a rosicchiarmi l’unghia dell’indice sinistro.

Come mai?

La vita non è facile e la nostra attenzione cognitiva può gestire pochi elementi. Perciò quando siamo sereni tutto appare facile e sotto controllo, ma non appena ci troviamo davanti uno, due, tre problemi, la parte conscia DEVE dedicar loro attenzione prima che si aggravino e deve farlo a scapito di altro, che magari ci preme di più e che per noi risulta più importante. Spesso infatti ci occupiamo di ciò che appare urgente al momento presente (e magari fondamentale solo per altri) e rimandiamo sempre ciò che sappiamo essere indispensabile per noi a breve e a lungo termine.

In una situazione di sovraccarico di attenzione, la mente conscia molla tutto e lascia che quella inconscia gestisca ciò che è capace di gestire, perché l’ha già fatto, ci è abituata: nel nostro caso mangiarsi le unghie! Per di più, l’atto di rosicchiarsi le unghie è probabilmente stato memorizzato come antistress e per la mente inconscia sarà il mezzo da selezionare in momenti di sovraccarico: vi ha già fatto ricorso molte volte in precedenza e all’inizio aveva mostrato una certa utilità.

Non si tratta mai di mancanza di determinazione né di poca forza di volontà. È solo un meccanismo in generale utile, anche se non perfetto.

Cosa succederebbe se, mentre stiamo leggendo un libro, respirando, digerendo e masticando un chewing gum, ci trovassimo in una situazione di pericolo e dovessimo scappare? Se la nostra mente cognitiva non fosse in grado di sospendere la lettura e di far gestire il resto ai vari ottovolanti? Un disastro.

COME SI SCENDE DA UN OTTOVOLANTE?

Se la nostra mente è fatta così, se sotto stress torna a inserire inconsciamente i dischi più gettonati (anche se decisamente datati) e noi non possiamo indurla a ragionare né imporre la nostra volontà, allora come possiamo scendere dall’ottovolante?

Ricordati i comandamenti di prima: usa il linguaggio della mente inconscia, non metterti contro di lei, rendila tua alleata e persuadila che quello che tu hai in mente sia più attraente, piacevole, stimolante, divertente.

Niente di più facile.

Basta con il lottare, con il dirti: O io o lei, Vincerò io, La mente contro il corpo, Mi faccio il lavaggio del cervello e poi vediamo, Io sono più forte, Non posso perdere, Non devo cascarci, e così via.
Basta con il tutto e subito: un’abitudine instaurata e radicata da anni nella tua mente NON PUÒ sparire con il ragionamento ed essere risolta in un pensiero. Adotta il suo linguaggio, il suo modo di costruire soluzioni: il piacere e la ripetizione.

Fai vedere, sentire, provare intensamente alla tua mente inconscia cosa vuoi che lei faccia. Non raccontarglielo e basta.





Come cambiare un’abitudine non utile per sempre » Debora Conti

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