Domande da fare al candidato in un colloquio di lavoro


Tanto si dice sulle domande da fare al candidato in un colloquio di lavoro: sei un manager e vuoi arrivare dritto al punto? Non vuoi sbagliarti di candidato e vuoi una persona fidata e pronta al tuo fianco? Non c’è mai tempo da perdere e quindi la scelta del candidato è un passaggio da seguire con cura e attenzione. In questo articolo ti riporto i podcast che dedico al colloquio di lavoro dal punto di vista del datore di lavoro: quali domande porre al candidato? Come e perché?



Domande da fare al candidato in un colloquio di lavoro

Nel primo audio ti parlo di una mia esperienza con un’azienda startup. Vedo interesse per la comunicazione, per la PNL e ho lavorato per aiutarli a fare colloqui e assumere i giusti collaboratori.

  1. Evita inchieste vaghe del tipo «Mi parli di lei», troppo generica e dispersiva.

  2. Evita domande quiz del tipo «Le sue cinque qualità» perché sono banali e non portano il candidato a raccontarsi veramente ma solo a mostrare una finta cartolina (ritoccata in photoshop) di se stesso

  3. Evita anche «I suoi 5 difetti», nessuno dirà la verità sui propri difetti, cercheranno di rigirarli in pregi del tipo «Sono molto generoso e questo in passato mi ha fatto perdere occasioni che meritavo, bla bla bla»

Invece, interessanti domande da fare al candidato sono domande che lo vedono nell’azione.

Si dice che siano le azioni che definiscono le persone.

In letteratura l’autore non racconta asetticamente (come un romanzo dell’Ottocento) la protagonista elencandone le qualità ma la presenta in azione, in media res, come si dice, nel bel mezzo della situazione.

Nel secondo podcast continuiamo con le indicazioni per fare domande da fare al candidato, qui in particolare le domande da evitare:

  1. Evita domande sul futuro lontano del tipo «Dove si vede lei tra 5 anni?» Telo dico io dove si vede: lontano da qui! Da un'altra parte… o al tuo posto! L’intraprendenza va bene ma certe volte è meglio lasciarla velata

  2. Evita di imboccarlo in ciò che non vuoi sentire con domande del tipo «Un giorno le piacerebbe mettersi in proprio?» se è qui per ora la risposta è no ed è meglio vivere il presente insieme per crescere e poi lasciarlo volare a tempo debito.

  3. Attenzione alla domanda «Quale apporto unico potrebbe portare alla nostra azienda?», se sappiamo già che il candidato ha quell’esperienza distintiva acquisita che migliorerà tale aspetto della nostra azienda allora è “ok”, altrimenti è troppo generica e quindi tendenzialmente falsa. Se restiamo sul tecnico ci sta, se cominciamo a sparare aggettivi sulla precisione, impegno, passione eccetera, non ne vale la pena

  4. Evita domande da test da rivista : «Se fossi un animale quale saresti? Se fossi uno sportivo in che sport eccelleresti e perché?» eccetera

  5. Evita anche le domande da test d’ingresso all’università del tipo «Se hai questi bastoncini e in tre mosse devi formare un quadrato come faresti? Hai 30 secondi per rispondere.»

Ecco finalmente, dopo tante tipologie di domande da evitare di porre al candidato, qui le domande da fare al candidato. Noi vogliamo immaginare il candidato in situazioni tipo per capirlo meglio, in azione, in media rescome si diceva sopra.

Prova i Role Play

Immagina di vederlo agire simulando situazioni. In PNL si chiama l’esercizio del “Come se”. In PNL (Programmazione Neuro-Linguistica) è utilizzato per aiutare il cliente a cambiare modus operandi, per provare alternative, prima nella mente e poi nella realtà. In un colloquio di lavoro, la domanda al candidato sarà per capire la sua visione del mondo, come reagirebbe se fosse di fronte a tale problema, se fosse nei panni del cliente, se fosse tale collega che ha questo problema con te…

Contestualizzare e proporre i Role Play è molto più vantaggioso e concreto che chiedergli «Mi racconti di sé» o «Quali sono le sue qualità!»

Fagli raccontare eventi passati.

Chiedigli poi di un suo evento passato che lo ha forgiato, nel bene o nel male. Così scopriamo a chi tende a dare la responsabilità, a sé o agli altri. Lì troverà sempre d’intralcio o è un tipo che impara sempre, anche nei problemi? Dai suoi racconti noi deduciamo moltissimo: conosciamo i suoi valori e le sue convinzioni, sul lavoro, su di sé e sugli altri (colleghi o clienti che siamo).





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