5 tic emozionali, cioè 5 bias da conoscere

5 Tic emozionali, 5 bias, 5 “difetti” umani da conoscere per 1. riderci sopra e 2. osservarsi e correggersi.

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1. Primo tic emozionale: Quello di pensare che è meglio fare qualcosa piuttosto che non fare nulla. Detto anche “action bias”, come quando suoniamo il clacson anche se la fila è bloccata perché il camion fa manovra. Come in sala da parto quando il papà cammina avanti e indietro, avanti e indietro e avanti e indietro, come se il fatto di camminare facesse uscire prima e bene il bambino. E poi, come quando aggiorniamo di continuo il feed del le email nell’attesa dell’ultimo caricamento.

Insomma, certe volte sentiamo l’impellente esigenza di fare per sentirci vivi, anche se quel fare ha uno scopo pratico inutile, ma emotivo? E se ha uno scopo di sfogo emotivo, cosa potremmo fare di più produttivo? Magari non sempre ma in certi casi?

2. Secondo Tic emozionale: Quello che perdiamo tempo in dettagli. Un po’ sulla falsa riga del primo per la perdita di tempo. È la “legge della futilità di Parkinson”, per cui perdiamo tempo in cose banali e trascuriamo quelle importanti.

Suona famigliare? Forse più dell’altro?

E certo, qui la difficoltà aumenta!

Ma perché accade? Perché le cose semplici le conosciamo e ci danno l’illusione di fare. E anche la soddisfazione dopaminica. Solo che se inondiamo di dopamina “facile” il nostro circuito della ricompensa poi non valuterà più o bene le task importanti e il nucleus accumbens, quel pezzettino parte del circuito della ricompensa farà il blasé di fronte a dopamina “vera”, ne vorrà a palate di quella “facile”.

Come quando facciamo una riunione di lavoro per decidere trivialità e trascuriamo le leve importanti.

Come quando abbiamo 5 cose importanti da fare oggi ma ripieghiamo su una facile non importante né urgente per avere la soddisfazione.

Che fare?
1. Rendersene conto, 2. Inserire cose importanti nella to do list, e spezzettarle in micro—azioni che donano soddisfazione sana e vera al circuito della ricompensa.

3. Terzo tic emozionale: Quello di prendere decisioni importanti quando siamo stanchi. Si chiama “la fatica decisionale” di Roy Baumister, psicologo sociale, dimostrò che la fatica decisionale è esauribile. Insomma, non è possibile decidere bene, sempre e per tutto. Direzioniamo la nostra energia più su ciò che serve piuttosto e a un certo punto dobbiamo dire “basta”.

Come quando, Barak Obama indossava sempre gli stessi colori per evitare di “perdere tempo” in decisioni futili.

I rischi?

1. Rischiamo di non decidere alla fine

2. Rischiamo di sprecare energia per altre e più importanti decisioni che non avremo il tempo e l’energia per affrontare.

4. Quarto tic emozionale: Quello di quando non riusciamo a pensare “fuori dalla scatola”. È la fissità funzionale, si dice “out of the box”, cioè il pensare fuori dagli schemi, collegare idee diverse tra loro e creare!

La fissità funzionale diminuisce le capacità di problem solving, sai quando usiamo oggetti per altri scopi e creiamo? Sai quando mettiamo insieme idee da argomenti diversi e creiamo?

I rischi?
La fissità funzionale non esercita la nostra elasticità mentale, adattabilità, flessibilità mentale.

I rimedi?
1. Cercare problemi pratici e allenarsi a risolverli, 2. Guardare video fai da te online e far lavorare la mente, 3. Praticare mestieri manuali che ci spronano a pensare diverso e nuovo.

5. Quinto tic emozionale: Quello di quando sopravvalutiamo ciò che abbiamo realizzato noi. Lo chiamano “l’effetto Ikea”. Di quando abbiamo un’idea o costruiamo un mobile con le nostre mani e, per noi, vale di più!

Perché? Come per l’”effetto di dotazione” o “endowment effect”, valutiamo di più ciò che è nostro: da una tazza a un’idea!

Rischi?
Quello di andare dritti all’azione, senza considerare altre opzioni, idee, soluzioni.

Rimedi? 1. Fare ricerche prima, 2. Confrontare altre idee, opinioni, soluzioni… 3. Valutare i rischi e i benefici della propria e delle altre proposte…


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Debora Conti è autrice, coach e speaker. Trainer di PNL riconosciuta a livello internazionale e Coach professionista dal 2005 in Italia.

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