Essere gentile, Wayne Dyer e i pidocchi


Wayne Dyer dice: «Quando ti viene data la possibilità di scegliere se avere ragione o essere gentile, tu scegli di essere gentile». L’altro giorno una mamma si era agitata perché suo figlio era stato preso in giro da altri bambini perché aveva i pidocchi.



Essere gentile, Wayne Dyer e i pidocchi » Wayne Dyer dice: «Quando ti viene data la possibilità di scegliere se avere ragione o essere gentile, tu scegli di essere gentile». L’altro giorno una mamma si era agitata perché suo figlio era stato preso in giro da altri bambini perché aveva i pidocchi. » Indipendenza Emotiva » eBook Gratuito » Qui trovi argomenti sull'Indipendenza Emotiva e la PNL nel quotidiano. Gestisci le tue emozioni (per la maggior parte del tempo), le tue relazioni, abitudini e obiettivi, sfruttando le migliori tecniche di Comunicazione efficace e psicologia del cambiamento.

Premessa:
Tutti (compresi noi genitori) per tutto l’inverno ci siamo passati i pidocchi a vicenda. Le abbiamo provate di tutte, dai rimedi più aggressivi a quelli super naturali. Il problema è sempre quello, se non facciamo il trattamento tutti, ma proprio tutti, simultaneamente, l’efficacia resterà un obiettivo lontano.

Evento:
La mamma in questione era stata probabilmente risparmiata dalla pandemia invernale e pure suo figlio. Nel gruppo tra mamme quando è capitato anche a lei, ha giustamente avvisato. Come per tutto l’inverno, abbiamo, pour parler, rinnovato la buona novella ai nostri figli che i simpatici pidocchi erano tornati.

Il problema:
Il problema è che questa mamma ha poi rimproverato tutte le mamme del gruppo perché suo figlio è stato preso in giro a scuola! Come come? E noi prima? E tutti gli altri bimbi prima? E i mesi di trattamenti annunciati?

Come reagire?
Come dice Wayne Dyer, cioè “essere gentile”, oppure rispondendo a tono? I retroscena non impietosiscono affatto. Una mamma mi racconta di quante questo bambino (il figlio della mamma arrabbiata) ne abbia dette l’inverno passato alla sua, idem un’altra mamma.

Ma se entrassimo in questo circolo battibeccosonon ne usciremmo di certo emotivamente incolumi. Chapeaua tutte le mamme del gruppo Whatsapp perché nessuna a fatto polemica scritta. È stata una bella lezione “silenziosa” per tutte noi: se mi alleno a essere gentile, se a volte taccio, la mia vita migliora nell’immediato e nel quotidiano.

Meglio togliere che aggiungere
Uno dei miei mantra è “A volte è meglio togliere che aggiungere” e questo è proprio il caso. Evitando di rispondere prontamente, abbiamo lasciato il tempo a quella mamma di sbollire la tensione del momento e, in più, nessuna di noi altre mamme si è intossicata il sistema nervoso rispondendo come in una specie di partita di ping pong dove però nessuno vince.

Ma ancora i pidocchi sono sinonimo di vergogna?
Mi permetto una considerazione legata al mio altro tema Figli Felici: l’offesa nasce dalla considerazione che abbiamo della situazione. Se io genitore associo il sentimento di vergogna ai pidocchi insegno una facile  - e altrettanto pericolosa – associazione a mio figlio. Un domani rischia di associare vergogna a un errore scolastico, a uno sbaglio in squadra, a un difetto fisico, a un paio di occhiali da vista!

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