È giusto CONTROLLARE o DIRIGERE i loro GIOCHI? con Debora Conti

È giusto CONTROLLARE o DIRIGERE i loro GIOCHI?

La risposta è no. Il motto di questo articolo è: facciamo dirigere i giochi a loro! È giusto supervisionare, controllare, ma mai dirigere o comandare i loro giochi.


Ecco un video dal mio canale su YouTube... Si parla di come giocare e di come alcuni adulti non hanno ancora capito che giocare con i bambini significa mettersi DI FIANCO a loro.

Quanti genitori si insinuano con la loro logica "da neo-corteccia" per voler a tutti i costi insegnare al bambino il modo più efficace per giocare?

Io sono sempre stata consapevole di dover ridurre la mia partecipazione al ruolo di assistente, eppure, alle volte, mi si risvegliava la neocorteccia che voleva rispettare una certa logica nella procedura e velocità nella realizzazione. Bisogna imparare a frenarsi.

Guarda il video per capire come giocare con loro esaltando la loro creatività, come ascoltarli, come stimolare la loro autostima, come elogiarli e accrescere la loro indipendenza. E poi, se la mamma deve andare a fare altro? Ecco esempi e soluzioni.





In coaching con Debora, autrice, formatrice, Trainer di PNL e Coach dal 2006 in Italia.

In coaching con Debora » Il Percorso individuale di Figli Felici, include 3 ore (suddivisibili), scambio email illimitato, compiti mentali da eseguire, la Formazione Online “Figli Felici” e vuole aiutare il/i genitore/i a relazionarsi meglio con i figli per guidarli a livello comportamentale, nella gestione ed esplorazione delle emozioni, nel relazionarsi in famiglia e fuori. Debora Conti è autrice, formatrice, Trainer di PNL a livello internazionale e Coach professionista. È dottoressa in lingue e in psicologia e ha conseguito diversi master. Ha scritto vari libri di crescita personale tra cui alcuni best seller. Ha ideato specifici metodi di auto-aiuto e ama divulgare in modo semplice e pratico solo ciò che trova utile.





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È giusto CONTROLLARE o DIRIGERE i loro GIOCHI? con Genitori in Progress, il nuovo libro di Debora Conti



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Comments 2

  1. Ciao Debora.
    Grazie per il tuo prezioso contributo, lo apprezzo molto!
    Mi trovo in accordo col tuo metodo educativo.
    Ho una bambina di quasi 3 anni che al mattino va al nido e due pomeriggi a settimana e’ a casa con me e i restanti tre e’ con i i nonni e che vuole sempre giocare con qualcuno e mai da sola.
    E’ stanca per andare al parco quindi passiamo il tempo a giocare assieme a casa, dipingendo, leggendo, cucinando, giocando col dido’ o con mille altri giochi. Un’oretta al giorno la passa fra tv e computerino ma per il resto e’ sempre attaccata a me. Abbiamo provato a invitare suoi amichetti a casa ma fra malanni di stagione e il suo senso del possesso non e’ stata una soluzione.
    Non gioca mai da sola e per me giocare tutto il pomeriggio e’ stressante.
    Fin da piccola l’ho abituata a fare tante piccole attivita’, credo sbagliando, xche’ non volendo l’ho anche abituata a cercare sempre qualcosa da fare mentre credo che anche la noia sia importantissima x lo sviluppo delle proprie risorse e della fantasia.
    Come posso migliorare questa situazione? Cosa sbaglio?
    Grazie del tuo tempo!

    1. Post
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      Ciao Simona,
      intanto direi che non si sbaglia mai… O non si è mai comunque perfetti, eheh!
      Usa passaggi di 5 minuti in 5, dolcemente, intanto che tu fai una cosa la abitui a fare 5 minuti da sola, poi diventeranno 10 e poi 15. Non aspettarti tanto dai 3 anni perché comunque non credo che più di mezz’ora… Poi dipenderà anche da bambino a bambino e da abitudini.
      Ora non è tanto stagione di parchetti, però io ne approfitterei almeno per mezz’ora quando fa “decente” per un po’ di aria pulita (rispetto a virus vari di asilo) e un po’ di vitamina D 🙂
      Hai ragione, anche io voto per restare a far nulla (quell’annoiarsi di cui tanto si parla, giustamente) e vedrai che si inventerà cose e fantasie dal nulla e sarà bello osservarla creare e fare.
      Quindi, inizia passo passo, complimentati anche per 3 minuti di gioco da sola, che gestisce lei e che fa lei e poi continua tra minuti da darle da gestire e complimenti da parte tua.
      Alle volte fai anche finta di leggere una rivista intanto che lei inventa qualcosa con il didò. Lasciala fare e sbagliare, il risultato non deve essere bello, è il processo che conta a quell’età, almeno fino ai 5 anni.

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