L’esercizio della saturazione in PNL

Quando non ne puoi più, quando hai un comportamento che metti ancora in atto ma non ti sopporti ogni santa volta che lo fai, usa l’esercizio della saturazione.

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La goccia che fa traboccare il vaso

Questo esercizio di Programmazione Neuro Linguistica (PNL) viene proposto alle persone che ne hanno abbastanza di qualcosa… ma non proprio abbastanza. Sono stanche ma è come se non riuscissero ad uscire da quell’automatismo che – nonostante tutto – mettono ancora in atto. Si sentono come imprigionate da se stesse e in se stesse, vincolate da un cervello che apparentemente non funziona. Cercano la fatidica “goccia che farebbe traboccare il vaso” e cambiare direzione ma non è mai l’ultima. Perché?

Perché non riesco a smettere un comportamento anche se so che è sbagliato?

Il vero motivo per cui restiamo vincolati a un comportamento che non ci appartiene più e di cui spesso ci vergogniamo o siamo profondamente stanchi è perché FINORA abbiamo cercato di sopprimerlo solo a livello volitivo. E’ perché eravamo stanchi solo a livello cosciente, ragionavamo solo con l’intelletto.

Ma chi gestisce le abitudini? Chi gestisce quei vizi scomodi? Quegli automatismi fastidiosi o imbarazzanti? Quale parte del cervello si occupa di tutto questo? La parte limbica, quella che comunemente si chiama “mente inconscia”. La mente inconscia gestisce l’apprendimento per automatismi e poi non lo discute. La mente inconscia è miope, si affeziona a ciò che apprende e poi è restia a cambiare. E’ pigra, una volta adottato un comportamento per abbassare l’ansia, il nervosismo, l’imbarazzo, la noia… Lo porta avanti, convinta che sia sempre “eternamente” efficace anche dopo anni. Anche dopo che siamo cresciuti. Anche dopo che siamo diventati persone nuove. Anche quando vogliamo cambiare e crescere.

Parla il linguaggio della mente inconscia

Ci sono molti modi per rivolgersi alla mente inconscia, in questo caso, con l’esercizio della saturazione, ci rivolgiamo a lei attraverso i sensi facendole percepire il NEGATIVO. Le diamo una vagonata di fastidio, schifo e orrore che lei vorrà semplicemente allontanarsi da quel comportamento “consciamente indesiderato”.

Esagerando le conseguenze negative, a livello sensoriale, con l’esercizio della saturazione, indichiamo alla mente inconscia cosa non vogliamo, tutto insieme. Paul McKenna lo utilizzava aiutando le ragazze lasciate dal fidanzato. Richard Bandler lo suggeriva per togliersi il craving del cioccolato o per smettere di fumare. L’esercizio della saturazione mette tutto il disgusto e il fastidio insieme, sotto forma di immagini, puzze, fastidio, o qualsiasi emozione che ci permetterà di ALLONTANARCI da quel comportamento, da quella reazione emotiva UNA VOLTA PER TUTTE. Proprio come una goccia che fa – finalmente – traboccare quel vaso!

Pensa a 5 immagini che aiutano ad allontanarsi da quella cosa

Se il fidanzato ti ha appena lasciato, Paul McKenna ti suggerirebbe di pensare a 5 situazioni in cui non sopportavi il tuo fidanzato, 5 situazioni in cui ti ripetevi che non era il tipo giusto per te, 5 situazioni in cui lo vedevi così irritante, fastidioso…

Se tu volessi smettere di fumare o di mangiare esageratamente tavolette di cioccolato, Richard Bandler suggeriva di vedere la tavoletta di cioccolato talmente grande, con quell’odore talmente forte e nauseabondo che non riusciresti nemmeno a metterla in bocca senza aver voglia di vomitare e/o farti male alla mascella… Per quanto riguarda le sigarette, l’immagine è presto fatta: il tipo o la tipa con la bocca immensamente aperta e con dentro una trentina di sigarette!!! Disgustoso. Da rompere la mascella anche questo e impossibile da concepire.

Ripetizione e velocità ancora una volta presenti

La saturazione sfrutta anche il concetto di velocità. Individuate la o le immagini fastidiose, incredibili e negative, l’esercizio della saturazione sfrutta la velocità di visualizzazione. Come se fossero delle diapositive a rotazione veloce, se vuoi accelerare il processo di disgusto e allontanamento… Se vuoi che la goccia finale faccia veramente traboccare il vaso, allora sfrutta i due meccanismi di memorizzazione inconscia, la ripetizione e la velocità.


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