Lo stato ipnotico nel quotidiano

Lo stato ipnotico nel quotidiano


Lo stato ipnotico fa parte della nostra quotidianità: scopriamo perché capita spesso e perché è fondamentale per la nostra sopravvivenza psicologica.



Lo stato ipnotico nel quotidiano

Nella sua serie di incontri audio registrati, lo psicologo Marco Mozzoni fa riferimenti al Kandel, Principi di Neuroscienze e a vari testi classici di psicologia per spiegare l'idea che lo stato ipnotico non è altro che uno stato mentale normale, quotidiano, ricorrente e necessario all'uomo. E non solo...

L'ipnosi nel quotidiano

La definizione che la Programmazione Neuro-Linguistica (PNL) dà dell'ipnosi è la seguente: Loss of the multiply of the foci of attention, che tradotto in italiano suona (male) più o meno così: La perdita della molteplicità dell'attenzione. In pratica, l'attenzione non è più "aperta", cosciente, attiva, ma diventa interamente dedicata a una fonte unica, il che esclude tutto ciò che c'è intorno.

Quando capita questo stato ipnotico? In moltissime occasioni:

  • Davanti alla televisione, quando la mamma chiama per tre volte almeno i figli davanti ai cartoni animati
  • Quando stiamo per scoprire l'assassino nel film e guai a chi ci rivolge la parola
  • Quando stiamo leggendo un libro e perdiamo la fermata della metro
  • Quando siamo innamorati e lo/la guardiamo negli occhi per 20 minuti in silenzio seduti in gelateria e non "vediamo" il tempo passare
  • Quando giochiamo alla play station o siamo rapiti dagli aggiornamenti di Facebook
  • Quando stiamo giocando a calcio, pallavolo, pattinando, facendo una partita a calcio balilla con amici e il pomeriggio vola...

In tutte queste occasioni, l'attenzione è concentrata, per la maggior parte del tempo, a una cosa sola. Non è uno stato mentale forzato, è naturale. Il cervello e la frequenza delle onde cerebrali deve necessariamente riposarsi ogni tanto nell'arco della giornata. La frequenza delle onde cerebrali passa da una super attività di onde Gamma o Beta a onde più rilassate e rilassanti Alpha davanti a un programma televisivo.

Lo stesso Marco Mozzoni, intervistato da La Stampa a Novembre 2016, riporta la seguente definizione per lo stato ipnotico:

Modalità naturale d'espansione delle capacità umane che consente di lavorare con le risorse dell'inconscio, imparando ad autoregolare tutte quelle funzioni fisiologiche che normalmente sfuggono al controllo.

A cosa serve lo stato ipnotico per il miglioramento?

Ciò detto si deduce quanto la mente inconscia sia normalmente in controllo delle nostre azioni, quanto quindi le nostre azioni siano automatiche e inconsce per la maggior parte della quotidianità.

Lo stato ipnotico, secondo Mozzoni, serve a lavorare di concerto con la mente inconscia. Grazie all'ipnosi, a questo stato alterato di coscienza, a questa esclusione dell'attenzione a molti stimoli esterni ma solo su uno, la mente conscia riesce a mettersi in contatto con la mente inconscia per controllare ciò che sarebbe invece automatico.

Cosa si può fare in uno stato ipnotico?

Sempre leggendo l'articolo di Marco Mozzoni che riprende la tendenza attuale per l'utilizzo efficace dell'ipnosi e risponde all'attuale importanza che la mente inconscia riceve in psicologia, si scopre un uso dello stato ipnotico importante al miglioramento... Mozzoni parla anche di auto-guarigione, nel senso di cura del proprio stato psicofisico e di autoregolazione.

Come anche Erika Poli scrive nel suo libro Anatomia della Guarigione, la parola guarigione ha una concezione più ampia della correzione da malattia: guarire significa essere consapevole (dall'inglese "aware"), e quindi proteggere, preservare lo stato di salute.

Ecco, lo stato ipnotico serve a conoscersi, a essere consapevoli, (pensiamo alla Mindfulness tanto nominata al giorno d'oggi) e - così - ad avere il potere e la forza per cambiare.

Tutti, non solo i coach, oggi sostengono che la forza di volontà non è sufficiente al cambiamento. In psicologia, proprio in questo decennio, assistiamo a un riaccredito di importanza alla mente inconscia. E così sia. Lo stato ipnotico serve proprio a mettersi in contatto, parlando il linguaggio della mente inconscia e cambiando ciò che non ci piace tra i comportamenti non desiderati e le reazioni non utili socialmente (in ufficio, tra colleghi, i propri cari...).

Approfondimenti
Oltre ai libri consigliati in questo articolo e al sito del prof. Marco Mozzoni e i suoi audio incontri gratuitamente fruibili dal sito, consiglio il facile ebook best selle di Lucia Giovannini, Stai calma e Medita facilmente. Lo stato meditativo è uno stato ipnotico e esclude fonti di distrazione, instaura un colloquio con la propria mente inconscia, permettendo di potersi osservare e migliorare.

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