STARE CON I FIGLI: TEMPO DI QUALITÀ O QUANTITÀ DI TEMPO? » Ci sprona Papa Francesco: "trovate il modo di perdere tempo con i vostri figli". E ce lo confermano le ricerche scientifiche della Yale University e una mamma avvocato che ha lasciato la sua carriera per passare del tempo con i suoi figli.

Stare con i figli: TEMPO DI QUALITÀ o quantità di tempo?


Ci sprona Papa Francesco: "trovate il modo di perdere tempo con i vostri figli". E ce lo confermano le ricerche scientifiche della Yale University e una mamma avvocato che ha lasciato la sua carriera per passare del tempo con i suoi figli.


Tra la qualità a tutti i costi

...e la quantità di tempo passata con loro, le statistiche ci dicono che vince la quantità di tempo. Gli studi in merito sviluppati presso la Yale University ci dicono che per dimostrare il nostro amore ai figli non c'è affatto bisogno di regali speciali o di gite spettacolari, basta la presenza.

L'Harvard Magazine ci racconta della mamma che ha abbandonato la sua carriera per dedicarsi a sua figlia e al piccolo che portava in grembo. La conclusione fu che: "il tempo di qualità non funziona con i bambini.

Se i bambini dovessero scegliere tra passare un'ora al giorno con una mamma perfetta o tutto il giorno con una mamma schizzata, preferirebbero il giorno intero con la mamma schizzata" (leggi qui in inglese il suo cambio di vita) Be', direi, evitando gli estremi, ci arriviamo tutti che passare del tempo, o - come dice Papa Francesco - "perdere tempo" con i figli, è importante per loro: per creare quel legame d'amore e intesa che durerà in eterno.

Esistono due risvolti positivi:

  1. Mamma che passi del tempo con tuo figlio, che gli stai accanto, nel bene e nel male e che non sei perfetta, anzi a volte sbrocchi... Sappi che tuo figlio preferisce averti così, piuttosto che non averti. Per lui, o per lei, conta molto la tua presenza, moltissimo: condivisione, contatto, presenza...

  2. Per farli contenti e per crescerli con una sana stima di sé è sufficiente STARE CON LORO. Non dobbiamo portarli a vedere spettacoli mirabolanti o fare ogni giorno qualcosa di speciale. Basta fare un puzzle insieme, girare il sugo insieme, stendere i panni insieme, guardare un cartone insieme, leggere una storia insieme, pulire il bagno (in qualche modo!) insieme. La parola chiave è "insieme".

Se in un altro articolo ho voluto parlare di quel tipo di mamma che ha paura a staccarsi dai figli, e così esagera e li soffoca con la sua perenne e solitaria presenza; qui la mamma e il papà sono sensibilizzati a passare del giusto tempo con i propri figli.

Ahi ahi! C'è un però.

  • Molti genitori lavorano entrambi fino a tarda sera e non riescono materialmente a passare del tempo con figli. Alcuni sanno che li affidano ai nonni amorevoli e quindi sono comunque sereni, altri invece si sentono in colpa e cercano di rimediare con doni, regali o troppi eventi speciali... e stancanti.

  • Se sei un genitore distante per necessità, piuttosto che espiare i sensi di colpa con regali o eventi troppo speciali (circo, teatro, cinema, gite, viaggi, centri di gioco, giostre...), cerca di colmare i vuoti con semplicità: tenendogli la mano, mettendolo a letto con una storia, abbracciandolo un po' più a lungo, parlandogli occhi negli occhi teneramente, insegnandogli ad allacciare la cerniera con pazienza.

Fai sentire la tua presenza per quel tempo semplice che è la vera qualità del tempo.

E allora, come ci suggerisce Papa Francesco, è importante imparare a "perdere tempo" con i nostri figli, senza nulla di speciale, dando tempo al tempo e riconoscendo la sua presenza nella tua vita.





In coaching con Debora, autrice, formatrice, Trainer di PNL e Coach dal 2006 in Italia.

In coaching con Debora » Il Percorso individuale di Figli Felici, include 3 ore (suddivisibili), scambio email illimitato, compiti mentali da eseguire, la Formazione Online “Figli Felici” e vuole aiutare il/i genitore/i a relazionarsi meglio con i figli per guidarli a livello comportamentale, nella gestione ed esplorazione delle emozioni, nel relazionarsi in famiglia e fuori. Debora Conti è autrice, formatrice, Trainer di PNL a livello internazionale e Coach professionista. È dottoressa in lingue e in psicologia e ha conseguito diversi master. Ha scritto vari libri di crescita personale tra cui alcuni best seller. Ha ideato specifici metodi di auto-aiuto e ama divulgare in modo semplice e pratico solo ciò che trova utile.

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    Alvaro Bilbao, Il cervello del bambino spiegato ai genitori, Salani editore, trad. Elena Rolla è disponibile su Amazon.it L'intento dell'autore è quello di aiutare le persone a migliorare le loro vite, illustrare il percorso educativo dei bambini attraverso il funzionamento del cervello e offrire strumenti e strategie da applicare tutti i giorni per coltivare l'intelligenza emotiva, quella razionale, l'autocontrollo, la creatività, la memoria, l'empatia.


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Comments 10

  1. Ciao Debora, ho appena letto il tuo articolo e mi sento un pochino giù…. sono una neo mamma con un attività in proprio e ho iniziato a lavorare quando il mio bimbo aveva solo poche settimane, farlo mi è costato molto, ma non avevo scelta una donna con attività in proprio se non può permettersi di avere chi la sostituisce non può assentarsi dal lavoro in quanto lo Stato non perdona ritardi di pagamenti e mancati guadagni bisogna giustificarli….come vedi mi sto giustificando in quanto mi sento in colpa e una mamma non proprio al top per aver lasciato il bimbo cosi presto. Ho paura che il mio bimbo non mi riconosca come mamma visto che passa più tempo con la nonna. Ho cercato di modificare l’orario essere a casa prima una mezza giornata in più libera ma che non sempre riesco a concedermi per impegni inderogabili. Quando sono con lui lascio anche perdere i lavori casalinghi per dedicarmici al massimo. E poi leggo il tuo articolo dove dici che se si lavora ci sono altri modi per manifestare amore ai bimbi ma che infondo è meglio passare più tempo con loro. E mi sono sentita una mamma di serie B… non posso lasciare la mia attività e non voglio, ho dipendenti, responsabilità e anche ambizioni. Ma voglio in tutto ciò essere una brava mamma che dà tanto amore e sicurezza al suo bimbo nonostante il tempo che passo con lui è inferiore di quello di altre mamme, insomma avevo la convinzione che potevo farcela. E ora mi si smonta tutto… non voglio accontentarmi di dire non ho scelta ma sarebbe meglio se… Vorrei essere una mamma presente anche se lavora. Quindi è impossibile?
    Marianna

    1. Post
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      Carissima Marianna, ma certo. Sei una mamma che si fa domande, che è consapevole che passa tanto tempo a lavorare e che è responsabile del lavoro, dipendenti e mille cose. Non è affatto facile fare sia la persona che lavora, e che ha responsabilità verso altre persone e famiglie, e fare la mamma.

      Conosco una mamma che in settimana lascia il figlio ai nonni e torna la sera tardi. Quando il figlio era piccolo, lei si sentiva in colpa e riusciva a stare bene solo dormendo con il piccolo nel lettone. Come biasimarla. Anche se scomodo, per lei era un’àncora. Forse più per lei che per il figlio. Nei w-e infatti, lei staccava il telefono e non c’era per nessuno, solo per la famiglia: marito e figlio.

      Ci sono persone che dicono che bisogna pensarci prima, che se fai un figlio devi dedicartici, io non sono d’accordo, troppo facile a dirsi. Ci sono mamme che hanno lasciato la carriera per i figli (anche per necessità organizzative, e che però lo hanno fatto a malincuore. Sono argomenti difficili e complicati. Non posso pronunciarmi. So solo che le scelte personali devono essere rispettate fintanto che i membri della famiglia si rispettino fra di loro e diano amore al figlio.

      Ci sono figli cresciuti benissimo, che adesso hanno la nostra età e che sono stati allevati dai nonni. E che c’è di male? Sì, è vero, sei la mamma, ma l’amore non gli manca. Anche se lavori tanto credo che lo sappia benissimo tuo figlio che sei tu la mamma. Se quando ci sei, lo fai sentire, non vedo il problema.

      Sii serena Marianna e fintanto che dai amore e educazione, non vedo i problemi. Pensa a quando i figli venivano cresciuti da mamme, nonne, zie in comunità…
      Un abbraccio

      1. Grazie Debora, anch’io spesso lo tengo nel lettone e respiro il suo profumo mentre dorme. Forse non é bene nemmeno questo ma faccio e voglio fare del mio meglio per lui!! Anche se lavoro lui comunque é al primo posto sempre!!

  2. Mio figlio di 3 anni e mezzo ha iniziato l’asilo a 15 mesi… Abbiamo sempre avuto un bel rapporto sino al momento in cui mi son potuta dedicare a lui esclusivamente… Però dai 24 mesi in poi, mi capita ogni tanto (frequenza 1 volta ogni 30 40 giorni) di sbroccare o vivere momenti in cui non mi riesco a controllare nel rimproverarlo, urlando o perdendo la pazienza, alle volte adottando un sistema educativo poco includente, aggressivo. Non sono a un livello brutto. Cioè ho visto di peggio… Tra l’altro sono contenta anche del lavoro fatto con il mio piccolo ometto sin ora, è sensibile e molto bravo, simpatico per natura e curioso!!! Però sto vivendo una fase in cui vorrei più libertà, uno spazio mio…. Lui va alla materna sino alle 2 e io lavoro in quelle ore poi tutto di corsa…A volte il tempo insieme nell’ultimo anno non è abbastanxa costruttivo… Prima dipingevamo, un puzzle…ora molta tv e già giochini tipo videogames anche educativi ma poco interattivi! Insomma non mi sento pienamente soddisfatta! Mi sento incoerente. Superficiale. Una mamma mediocre ultimamente. Come posso migliorare?

    1. Post
      Author

      Ciao Giorgia,
      grazie. Non capisco qui “Abbiamo sempre avuto un bel rapporto sino al momento in cui mi son potuta dedicare a lui esclusivamente…” In pratica andava meglio quando avevi altre occupazioni?

      Poi dici che 1 volta ogni 30 giorni sbrocchi… moderato, tu dici. Quindi, intendi qualche urlo? Io direi che se è così come capisco sei MOLTO brava. Perdere le staffe è normale, anzi, fisiologico, la tua mente va in sovraccarico per i mille stimoli e poi scatta qualcosa che richiede silenzio, ordine o altro della nostra mente “sviluppata”. Sappi che è naturale.

      giustamente dici che “una fase in cui vorrei più libertà, uno spazio mio”: bene, cosa potresti fare per avere un paio d’ore a settimana per te? A chi potresti appoggiarti? Nonni? babysitter? Marito? Tuo marito lavora ma anche tu lavori e poi essere a casa con il bambino è un lavoro paradossalmente più stressante che un lavoro d’ufficio perché sei costantemente a sua disposizione, devi controllare che non si faccia male o faccia altro, portarlo fuori, ascoltare le sue storielle, canzoncine e così via. Due ore a settimana mi paiono legittime. Cosa potresti fare? Un corso di qualcosa? Un pomeriggio via a fare shopping da sola? Chi può aiutarti? Ti ricordo che in famiglia i genitori sono due e, se proprio non riesce in settimana, nel w-e il papà ti potrà aiutare.

      Poi dici “Prima dipingevamo, un puzzle…ora molta tv e già giochini tipo videogames” e su questo NON sono per niente d’accordo. non frintendermi, io alle mie figlie faccio vedere un cartone la sera prima di cena, soprattutto d’inverno per rilassarsi. Ma sono film “controllati” da noi con la apple TV, con il papà francese per noi sono anche in lingua, non c’è pub e non ci sono strani e violenti mostri. al di là di questo, rai yoyo è un’ottima alternativa. Le altre, a 3 anni e mezzo un po’ meno…

      Sui videogames non sono d’accordo. Ci sono moltissime ricerche che dimostrano che tuo figlio ora deve giocare con giochi in 3D, fisici, reali e non con schermi piatti. Rischia di limitare lo sviluppo della sua percezione spaziale, oltre che possibilmente limitare la vista… Ha SOLO 3 anni e mezzo, per i giochini c’è tempo. Fallo giocare anche da solo in camera sua o in salotto, senza TV, solo con musichina eventualmente. La tv deve restare accesa solo se la si guarda e non come compagnia (caos direi io). Fallo giocare da solo prima per 10 minuti, poi per 15 e poi un po’ di più, è grande abbastanza. Se fosse il terzo di tre figli, cosa farebbe da solo? Quanto giocherebbe da solo?

      Un abbraccio
      Debora

  3. Cara Debora,
    sono una mamma di due splendidi bambini, Gabriele di 5 anni e Giulia di 2. Ho dato tutto al “grande” dedicandogli anche molto del mio tempo, ed è sempre stato sereno oltre che MOLTO attaccato a me. Dopo 3 anni è arrivata Giulia ed io a causa di una depressione post partum mi son persa i primi mesi, non allattandola e lasciandola spesso ai nonni ed al papà. Gabriele ha sofferto molto di questo mio stato d’animo che, poverino, non riusciva a capire, ed io sono stata molto dura con lui ma solo perchè stavo male.
    Non ho mai dormito nè con Gabriele, nè con Giulia adesso, e devo andare a lavoro perchè con il solo stipendio di mio marito non ci si fa. Mi trovo oggi che sono completamente esaurita, sempre nervosa e poco tollerante. Li brontolo spesso e non riesco più a trovare un pò di tempo per giocare serena con loro.
    Sono molto triste perchè mi sento in colpa per aver fatto mancare a Giulia le cose essenziali dei primi mesi, e mi sento in colpa perchè sto facendo mancare a Gabriele la sicurezza e la serenità che una mamma deve dare.
    E più mi sento in colpa e più non ho la forza di reagire e trovare una soluzione, se non quella “meglio che mi vedano poco ora che sono un “mostro” ai loro occhi.
    non è mai successo ma ora cercano sempre il papà, più sereno e giocarellone di me. 🙁

    1. Post
      Author

      Carissima Francesca,
      mi spiace. Essere sempre nervosi con i figli e per lunghi periodi non è per nulla piacevole. Essere sempre di corsa, dover fare comunque le cose di casa, dedicarsi a loro non è affatto facile.

      Bene, proviamo a prendere un bel respiro insieme. Pensa ora a tutto ciò che fai in casa quando ci sono loro e che potresti non fare, o far fare a qualcuno o fare dopo. Penso allo stirare, le uniche cose veramente da stirare sono le camicie, vero? Se potessi per esempio limitarti ad esse? Potresti farti aiutare da tuo marito a stendere, cucinare o altro? Una bella coccola sul letto di 10 minuti ci sta sempre giusto?

      Perché coni figli è bello per due motivi: 1. perché possiamo sempre recuperare, loro ci perdoneranno sempre e ci amano sempre, 2. è che non siamo solo noi a donare serenità a loro, quando facciamo una coccola, sono loro a donare a noi. 5 anni è un’età stupenda, ancora paciocconi, teneroni, coccolosi, ma piccoli bambini pieni di sorprese, idee divertenti, tenerosi.

      Riconquistati la tua posizione di mamma divertente Francesca, a scapito della tavola da sparecchiare. Male che vada la sparecchierai il giorno dopo, tutta incrostata 🙂 , quei 5 minuti prima di preparare la colazione. E se sei sempre in ritardo, elimina, alzati 15 minuti prima.

      Uno dei segreti che ho veramente fatto mio nella vita è quello di togliere piuttosto che aggiungere. Togli e avrai più tempo, togli e avrai meno cose a cui pensare 🙂

      Ti prego, fammi sapere come va dopo la prima coccolona di gruppo sul lettone con i tuoi figli,
      Debora

      1. Grazie Debora per la tua risposta, poter parlare con qualcuno mi fa capire che non sono sola.
        Inizierò subito da oggi e ti terrò informata.
        Grazie di cuore, davvero
        Un abbraccio
        Francesca

  4. Buonasera volevo un consiglio, ho 2 bimbi un maschietto di 10 e la femmina di 6 anni, che litigano in.continuazione e non ascoltano le regole che abbiamo in famiglia e quindi sono sempre puniti. Come dovremmo comportarci?

    1. Post
      Author

      Ciao Simona, pensa che le punizioni non hanno veramente efficacia. Funzionano le prime volte, raramente ma poi – se ripetute – perdete presa e non vi ascoltano più… Divideteli, parlate loro separatamente. Simulate i giusti comportamenti insieme a loro.

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