TRE SEMPLICI MOSSE PER COME AIUTARE UN BAMBINO CHE HA PAURA DI LEGGERE » Come puoi aiutare tuo figlio che ha paura di leggere? Oltre all’assistenza della scuola o di istituzioni per la valutazione di eventuali difficoltà, TU puoi fare tanto con il tuo ATTEGGIAMENTO.

Tre semplici mosse per come aiutare un bambino che ha paura di leggere


Come puoi aiutare tuo figlio che ha paura di leggere? Oltre all’assistenza della scuola o di istituzioni per la valutazione di eventuali difficoltà, TU puoi fare tanto con il tuo ATTEGGIAMENTO.



Tre semplici mosse per come aiutare un bambino che ha paura di leggere » Figli Felici » Debora Conti

Legge poco? Ha paura e tentenna? Ad ogni errore ne fa una montagna? Si agita e tu… ti agiti? Attenzione al brutto circolo vizioso dell’agitazione e della paura che gira intorno a se stessa.

Quale circolo? Quello della paura di sbagliare. È un tema a me caro quello dell’errore: l’errore come fonte di crescita è utile. Temere un errore è un peccato, si perde l’opportunità di provare, di migliorare, di ripetere, di consolidare…

Cosa fare se tuo figlio ha paura di leggere?

Se tuo figlio ha paura di fare errori, se si aspetta di saper leggere da zero a cento senza vie di mezzo, sarà UTILE mostrargli che per imparare il segreto è sempre e solo quello…

Il segreto per imparare è la ripetizione. Ripetizione nella pratica e mentalmente, in generale, nello specifico della lettura, le esercitazioni pratiche e la passione per libri di suo gusto sono fondamentali.

Come aiutare tuo figlio che ha paura di leggere e di fare errori?

Lo sa, lui o lei ne è consapevole e quindi… E quindi NON LEGGE. Cerca altre attività, non ha mai voglia di leggere, non va volentieri in biblioteca. Si finge disinteressato, in realtà ha paura di sbagliare.

È naturale, ma COME aiutarlo?

Innanzitutto, è fondamentale che il genitore sia “dalla sua parte”, in quel fievole equilibrio tra la dolcezza del suo amore e la fermezza nella richiesta di leggere, il genitore sarà a disposizione del figlio.

  1. Leggete insieme e se è restio, leggete una frase ciascuno (è un giochino utile all’inizio se insiste che non vuole, un compromesso che crea un sentimento di alleanza)
  2. Abbi estrema pazienza. Aspetta e non leggere le parole al posto suo per “aiutarlo”!
  3. Aspetta in silenzio e sorridi: non mostrarti in tensione, non incalzare, attendi in PACIFICO silenzio.

E poi, una dritta molto importante e che consiglio molto nella formazione di Figli Felici è il “complimento mirato”. La chiave per un sano rinforzo è “un comportamento sottolineato è un comportamento rinforzato, nel bene e nel male”.

Rinforza una parola letta correttamente, rinforza i suoi piccoli (anche minuscoli) successi e complimentati in modo specifico; «Brava, bravo, hai letto una parola lunga e complicata. Complimenti!», «Accidenti, questa sì che era complicata, brava/bravo. Vedo che la ripetizione giova proprio alla tua lettura! Fantastico!», «Wow, brava/o, sei contenta/o immagino!». Di fronte ai suoi piccoli successi non dare mai per scontata una conquista, complimentati e in modo specifico.





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Tre semplici mosse per come aiutare un bambino che ha paura di leggere » Figli Felici » Debora Conti Debora Conti è autrice, formatrice, Trainer di PNL a livello internazionale e Coach professionista. È dottoressa in lingue e in psicologia e ha conseguito diversi master. Ha scritto vari libri di crescita personale tra cui alcuni best seller. Ha ideato specifici metodi di auto-aiuto e ama divulgare in modo semplice e pratico solo ciò che trova utile.





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Comments 2

  1. molto bella quella del complimento mirato, l’avevo già sentita ma poi – come tante indicazioni – l’avevo accantonata. Potresti farmi un esempio anche per quando riesco finalmente a fargli fare qualcosa in casa? ho paura di aver perso la presa su mia figlia, ha 12 anni e la vedo già distante.

    1. Post
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      Ciao Simona, ma certo: «Ottimo, vedo che hai sparecchiato il tuo piatto e bicchiere e anche l’insalatiera comune. Ottimo, così si fa per dare una mano in casa. Grazie» Un domani magari ci saranno giorni in cui sparecchierà di più e le cose degli altri. Il complimento mirato all’azione e poi – semmai – attaccare l’azione a una qualità. Buon allenamento!

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