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Mayday, mayday, non riesco a visualizzare!

4 min

«C’è qualcuno nella mia testa, ma non sono io.» David Eagleman

PARLEREMO DI TUTTI gli errori e sviscereremo tutte le obiezioni al «Ma Debora, non funziona»… Senza indugiare oltre, voglio subito occuparmi della più comune obiezione, quella che – se presente – si rischia di abbandonare tutto ancor prima di iniziare.

È tipica, non c’è stato corso dal vivo da me presenziato in cui almeno una persona non abbia pronunciato questa obiezione. Ed è un bene perché questo tipo di intervento mi permette subito di chiarire come stanno veramente le cose. E se questo è anche il tuo caso, diciamocelo subito: tutti riescono a visualizzare e ora ti mostrerò come.

Tutti riusciamo a usare le visualizzazioni, per due fondamentali motivi:

Uno. Visualizzare è impreciso. Le obiezioni più comuni sono simili alle seguenti: «Debora, io non riesco a visualizzare il mio viso, è un problema?», «Debora, non riesco a vedere tutto chiaro, le immagini sono confuse e distorte, è grave?» e infine, «Ma Debora, se non riesco a immaginare ciò che voglio significa che non potrò mai ottenerlo?».

La risposta alle tre domande è: No, assolutamente no, è normale.

  • È normale non vedere il proprio viso, perché siamo noi, perché siamo emotivamente coinvolti, perché di solito noi guardiamo il mondo e non il nostro viso (tranne che allo specchio… o nei Selfie). Ti consiglio di concentrarti sui dettagli utili alla svolta, a ciò che vuoi ottenere. Se temi di non poter visualizzare in generale, non solo i visi, rispondi a queste domande: Quale tipo di pomodoro preferisci? Perini, ciliegini o cuori di bue? Se mi rispondi è perché li visualizzi. La maniglia della porta d’ingresso della tua dimora è sul lato sinistro o destro della porta? E a che altezza è più o meno? E di che colore è la porta? Se hai risposto anche a quest’ultima domanda… tu visualizzi benissimo!
  • È normale vedere immagini distorte e confuse perché la realtà deve potersi distinguere dentro di noi. Un po’ come per i sogni in fase REM, quando si passa da una stanza all’altra o quando appare una persona come se si fosse improvvisamente materializzata, le visualizzazioni sono necessariamente distorte e confuse. A questa obiezione, Richard Bandler, il co-fondatore della PNL (Programmazione Neuro Linguistica) una disciplina che fa molto uso delle visualizzazioni, risponde molto semplicemente che “se visualizzassimo come vediamo la realtà, saremmo clinicamente categorizzati come degli schizofrenici”. E ha pienamente ragione. La schizofrenia è un disturbo psicotico che altera e compromette la percezione della realtà. John Nash, alias Russel Crowe in A Beautiful Mind, conviveva con la sua schizofrenia paranoide. Lui parlava e conversava con personaggi frutto della sua mente perché li vedeva come se fossero perfettamente reali. Se non soffri di questa patologia, ringrazia per l’imprecisione delle tue visualizzazioni.
  • È normale avere difficoltà a immaginare qualcosa che si vuole ma che ancora non si ha. Vuoi impegnarti per trovare un partner e creare famiglia? Benissimo, vedremo come visualizzare ciò che è in tuo controllo. Il viso di qualcuno che ancora non esiste nella tua vita è difficile da visualizzare. Visualizza come vuoi comportarti tu. Vuoi una promozione? Cambiare lavoro? Casa? Quartiere? Concentrati su ciò che conosci, ciò che è in tuo controllo e il resto arricchirà le visualizzazioni man mano che sviluppi nel concreto l’ottenimento del tuo obiettivo.

Due. Visualizzare è anche provare emozioni e sensazioni corporee. Quando parliamo di visualizzare, intendiamo tre elementi insieme che si manifestano in un film mentale immaginario che è – appunto – la visualizzazione. Un film è fatto di immagini, suoni, dialoghi. Un film evoca sensazioni corporee (come disgusto, tensione, suspense etc) e emozioni (come paura, amore, tristezza, euforia etc). Così accade per le visualizzazioni che vogliamo considerare qui. Non pensare a mere immagini, piatte e inespressive. Immagini dalle quali poi ci aspetteremmo di auto-motivarci? Non credo. Aspettati visualizzazioni simili a film da Oscar!

Non potendo visualizzare come vediamo il mondo esterno (a meno che non siamo come John Nash), possiamo fare leva sulle sensazioni corporee o sulle emozioni che la visualizzazione provoca in noi.

Sappiamo che il sistema nervoso non si preoccupa della distanza fisica o temporale, per lui ogni cosa è “adesso”. Per lui è terribile quando la mamma di Bambi… non torna più, quando vede il cane Hachiko disorientato alla stazione del treno, quando il professor Severus Piton dice a Harry Potter «Hai gli occhi di tua madre…» e poi chiude i suoi per sempre, quando scopre perché Aldo (di Aldo, Giovanni e Giacomo) in Odio l’estate è particolarmente felice e affettuoso.

Usa le visualizzazioni – che sono imprecise per definizione – come test o leva motivazionale. Come? Focalizzandoti sulla risposta emotiva o sensoriale.

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