Nei suoi panni
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Siete in tre

3 min

«Sapeva ascoltare. E sapeva leggere. Non i libri, quelli sono buoni tutti, sapeva leggere la gente. I segni che la gente si porta addosso.»
Alessandro Baricco, “Novecento”

Nulla dura se è promosso solo da altri e non anche da noi stessi. Ecco perché ti invito a considerare questo libro solamente come uno strumento nelle tue mani di coach di te stessa/o. È come se tra il libro che hai tra le mani e te foste in tre. Sì, esatto: c’è il libro che ti propone strategie di coaching tra intelligenza emotiva e relazionale e poi ci sei tu, persona cosciente che comprende, pensa, crea, ragiona… E, inoltre, c’è l’altra parte di te, quella inconscia, abitudinaria, emotiva e che si trova nel cervello limbico e nel sistema nervoso.

Lo scopo, il tuo scopo, parte cosciente che sta leggendo queste righe, è quello di guidare l’altra parte di te, quella più potente, anche se abitudinaria e poco avventurosa, ad andare dove tu ritieni sia meglio per il tuo benessere.

In questo libro parliamo di autostima e inadeguatezza, senso della vita e smarrimento, gioie e frustrazioni, benessere e confusione. Scoprirai tanti esercizi di coaching, di Programmazione Neuro Linguistica (PNL) e ti racconterò di tante persone (tutte vere anche se cambierò i loro nomi) che ho personalmente seguito in percorsi di coaching e di cui ho testimoniato la rinascita.

Non avrai compiti da svolgere, avrai pensieri che ti suggerirò di sviluppare. Nella versione cartacea del libro ti proporrò alcuni spazi per annotare appunti se vorrai. Ma solo se lo vorrai. Alla versione digitale potrai sempre associare un quadernetto di crescita personale per annotare pensieri di miglioramento personale.

Ora facciamo un primo esperimento. Rilassa i muscoli delle spalle, e, i muscoli del petto, e, stendi il collo alleggerendo il peso del capo come fosse appeso al cielo. E, mentre rallenti il respiro, naturale e regolare leggi le mie parole notando il battito del cuore che si rilassa e produce armonia.

Immagina di poter padroneggiare le strategie giuste, gli strumenti di auto-coaching giusti per prenderti cura di te, della tua armonia, del tuo benessere e delle tue emozioni. Immagina di prenderti anche cura delle persone a te care, supportarle con la tua presenza, con le parole giuste e la guida emotiva opportuna. Come ti sentiresti? Quanta soddisfazione e orgoglio proveresti? Come respireresti e guarderesti davanti a te?

Ecco. Ti ho appena proposto una visualizzazione “di prospettiva finale”, cioè una visualizzazione che vuole fare leva sul risultato e vuole motivare la parte di te inconscia ed emotiva.

Se sono sorti alcuni dubbi, tienine conto e considerali come assolutamente legittimi a inizio lettura. Certo, potrebbe non funzionare. Certo, potresti perdere qualche ora di lettura. Certo. Oppure, grazie alla pratica e al personalizzare ciò che leggi, così che abbia veramente senso per te e per la tua parte emotiva, potresti veramente ottenere ciò che vuoi a livello di gestione emotiva e relazionale.

Il mio coaching, qui con te, lo definisco “coaching inconscio” perché tiene conto della tua parte “altra” che a volte obietta, altre non ci crede, altre ancora si difende dalle delusioni della vita. Credo sia l’unico vero modo di assistere alla crescita: quello di riconoscere la presenza di una parte emotiva che necessita di essere coinvolta nel cambiamento profondo e duraturo.

Questa parte emotiva, presente in tutti noi, a volte assume comportamenti disfunzionali, che in psicanalisi definirebbero come autopunizioni ma che – se la guardiamo con gli occhi della psicologia positiva o del coaching – ha “solo” un intento protettivo.

È giusto avere dubbi. Il nostro sistema nervoso ha probabilmente imparato nella vita che se non dubita si prende porte in faccia alla velocità di una moto in corsa e si fa male. Sta a te, parte cosciente che mi legge, fare da tramite e allenare ciò che di questo libro condividi e allenarlo. Allenarlo. E allenarlo ancora. Per poi personalizzarlo e farlo tuo.

La paura è un’alleata nella crescita personale, senza di essa saremmo incoscienti, assecondandola troppo ci sentiremmo impotenti.

La curva della paura
La curva della paura

Nell’immagine vedi rappresentata una curva gaussiana per cui, se c’è poca o tanta paura di fallire, c’è rispettivamente incoscienza o paralisi. Sfrutta la paura di non farcela e tienila stretta nella giusta misura. Falla diventare la tua alleata e non sarà più paura ma attenzione vigile.

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