La PNL che ti serve
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Capitolo 12

Ancore utili

3 min

Iniziamo col dire cosa sono. Le viviamo tutti, volenti e nolenti. Le ancore sono associazioni automatiche generate inconsciamente o consciamente. La canzone dell’estate è un’àncora sonora, o auditiva, rivedere un’espressione di delusione sul viso di una persona amata è un’àncora visiva e può risvegliare paura, risentimento o rabbia.

Gli stili di rappresentazione delle ancore sono i canali di accoglienza e interpretazione del mondo: cinestesico, visivo, auditivo (VAK, ricordi?). Una frase può scatenare in noi uno stato d’animo. Immagina una frase depotenziante subìta per anni in ambito famigliare: diventa poi parte di chi l’ha subita, nel suo dialogo interno, e si àncora di volta in volta a uno stato di impotenza o simile, ogni volta che viene pronunciata lo stato emotivo si rinforza.

Sto leggendo Il bacio di Giuda di Sveva Casati Modignani e ci sono alcune frasi della madre che ritornano nei ricordi della voce narrante, allora bambina: «Anche tu ce l’hai con me», «Lasciami stare che non è giornata», «Cosa ho fatto di male per avere una figlia tanto ribelle»… Ecco, immagina queste frasi, una volta proferite dalla bocca della madre (Ae-) e ora interiorizzate nel proprio dialogo interno (Ai-), per anni, fino all’età adulta, avranno sicuramente condizionato la vita dell’autrice. La questione è: quanto? Quanto quest’àncora subita e non utile è stata d’impatto? È forse servita a rendere l’autrice sensibile alla natura umana? Io credo proprio di sì. Ha potuto fare danno emotivamente in giovane età? Anche qui, credo proprio di sì. È importante essere consapevoli di certe ancore che inconsciamente subiamo: o sono utili o, almeno, traiamone profitto e impariamo una lezione, come per Sveva Casati Modignani.

Un’àncora cinestesica, invece, riguarda il nostro corpo, il tatto, il movimento nello spazio. In un momento di euforia e gioia, un amico ti fa una pacca sulla spalla o ti abbraccia, be’, senza saperlo ha ancorato sé stesso al tuo momento di contentezza. La volta successiva, sarai più predisposta/o nei suoi confronti, senza alcuna apparente ragione.

Le ancore sono tante, ci sono:

  • Le ancore semplici (associazioni tra elementi, un trigger e un risultato);
  • Collapsing anchor (per cui una annulla l’altra. Ad esempio, associo a un punto del corpo uno stato emotivo e a un altro l’opposto, utile a neutralizzare il primo. Li attivo prima uno e poi l’altro, insistendo poi sull’altro e annullo la forza emotiva della prima);
  • Sliding Anchor (questa è divertente e carica uno stato emotivo alle stelle in più tappe in crescendo);
  • Ancore spaziali (come il cerchio dell’eccellenza di Dilts) e altri esercizi complessi che vivono di vita propria. Mi riferisco alla Disney Strategy o ai Sei cappelli per pensare.

Insomma, con le ancore ai nostri corsi i sarà da divertirsi, ma soprattutto a casa per farle provare a famigliari ed amici.

E ora prova tu. Rievoca prima certe ancore e diventane consapevole: sei in grado di ritrovare una canzone che ti ricordi un luogo di vacanza? Oppure un profumo di un cibo casalingo ti ricorda eventi della tua infanzia? O una frase sentita mille e troppe volte che ti fa accapponare la pelle e rizzare i peli dal nervosismo?

E adesso, prova a generarne una: quale parola o frase vorresti dirti per motivarti a fare quella certa cosa? Pensa a mantra piccoli, brevi, d’impatto. Pensa a musiche, suoni. Pensa anche a immagini che ti facciano venire la voglia di fare certe cose che prima ti risultavano scomode.

Segna qualche nota qui se vuoi:

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Sì, perché spesso, nella motivazione non è il “cosa” dirsi o immaginare che manca per motivarsi, è l’associazione di queste spinte al momento giusto che manca. Certe volte è proprio una questione di “quando” attivare l’àncora perché questa sia efficace.

Ecco, appunto, si parla del diavolo…

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