Capitolo 25
La teoria dell’ABC
Per Alan Kazdin, psicologo di Yale e ideatore del metodo educativo e in cui mi sono formata, KPMT, dice che perché il metodo del rinforzo funzioni è bene appoggiarsi sull’acronimo ABC e ciò che rappresenta. Niente punizioni per Kazdin (giusto!) ma conseguenze. E per quanto riguarda l’adozione di nuove abitudini in famiglia, lui suggerisce:
- A (Antecedente) – Tutto ciò che precede l’azione, inclusi gli esempi, le disposizioni e i suggerimenti che diamo al bambino è il contesto che lo prepara ad agire;
- B (Buon comportamento) – Quando poi è tempo di agire si divide il compito passo passo e si loda ogni piccolo progresso. Plasmiamo il comportamento in fasi e creiamo continue occasioni per metterlo in pratica;
- C (Conseguenza) – La conseguenza è ciò che segue ed è la lode che rinforza. Kazdin (e io in Figli Felici) insiste molto sulla “lode all’azione” e non alla persona. Per mille vantaggi: tra cui non far dipendere la loro stima di sé al nostro giudizio e renderli autonomi emotivamente.
L’errore più comune tra i genitori, secondo Kazdin e la guida educativa, è quello di pensare troppo alle fasi B e C e trascurare la prima, l’antecedente.
Nel suo libro Il potere delle abitudini, Charles Duhigg ci ricorda che le abitudini rientrano in quei metodi che il cervello usa per risparmiare energia. A un certo punto “smettiamo di pensare” – dice – e la ripetizione dei comportamenti ha fatto sì che diventassero automatici, per cui poi agiamo senza pensarci. Duhigg descrive il processo a tre passaggi dell’ABC facendoci notare che al centro di ogni abitudine c’è un circolo neurologico di tre fasi: segnale (A), routine (B), gratificazione (C). Lui scrive:
«Prima c'è un segnale, un interruttore che dice al nostro cervello di entrare in modalità automatica e quale abitudine usare. Poi c'è la routine, che può essere fisica, emotiva o mentale. Infine c’è la gratificazione, in base alla quale il nostro cervello decide se vale la pena di memorizzare una certa routine». Questo viene chiamato il circolo dell’abitudine.»
Con lui associamo la conseguenza a una gratificazione emotiva: a soddisfazione, piacere, riconoscimento del proprio valore e orgoglio per sé stessi. Top! Questo si avvicina molto all’intento del Coaching inconscio per cui la soddisfazione del sistema nervoso (e della mente inconscia) deve sempre essere tenuto in considerazione.
Anche per Duhigg è necessario agire nel mezzo: lui la chiama “routine”, altri lo chiamano B per Behaviour, poco cambia.
Se l’antecedente è l’emozione che anticipiamo nella mente e vogliamo perseguire oppure è quello squilibrio emotivo che vogliamo dissipare…
Se la conseguenza è uno stato emotivo di gratificazione e soddisfazione che vogliamo raggiungere, comunque, sia per abitudini da voler adottare o altre da voler finalmente spezzare…
…il meccanismo è sempre quello: manteniamo A e C, cambiamo B.
Il polpo
Ai corsi del CCAItalia lavoriamo con il concetto del polpo. I suoi otto tentacoli mi servono solo a ricordare che nel cambiamento non basta sostituire un mezzo (gigantesco perché automatico da tempo) con un altro (anche se consciamente corretto), ce ne vogliono almeno 8… Come i tentacoli del polipo.
Cioè, se vuoi smettere di fumare la sigaretta associata al caffè non ti basta pensare al bicchierino d’acqua… Seppur consciamente corretto e fattibile, quest’altro “mezzo” è debole contro il colosso dell’automatismo inconscio.
Oltre al bicchiere d’acqua,
- Tu potresti associare qualcosa da dirti a livello di dialogo interno (Ai+) come «Voglio la libertà» o mantra per te forti e potenti,
- Potresti creare un’àncora cinestesica da rinforzare e sempre a disposizione, come fare un gesto con le mani e che precedentemente avrai associato al senso di liberazione (K+)
- Vorrai lavorare preventivamente con lo Swish e sostituire l’immagine grigia di “quella scena là” con un’altra di te fresca, profumata, sorridente (K+),
- Vorrai ricordare a livello olfattivo il profumo del tuo balsamo per capelli che resta per giorni (K+),
- Se puoi, vorrai cambiare bar o luogo in cui esegui il rituale del caffè per azzerare il passato cambiando ambiente (sulla Piramide di Robert Dilts),
- Vorrai pensare a persone che conosci che si godono il caffè, come te, “e basta”: modellarne la rilassatezza e totale assenza di “quelle” vecchie associazioni che non ti appartengono più,
E cosi via. Ti viene in mente altro?
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Nel nostro polpo i tentacoli possono anche essere più di 8. Puoi anche prendere a riferimento le 10 dita della mano. Insomma, lo scopo è trovare più “B”, molti più “B” piacevoli e fattibili per «Vincere facile», come si dice.
Non abbiamo direttamente visto la Piramide dei Livelli Logici qui né il Modeling, ti rimando al libro Essere Coach, sempre disponibile su www.ccaitalia.com.