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Capitolo 13

La motivazione

2 min

La motivazione è quella spinta interna ad agire. È quel “perché” che dovrebbe essere personale, forte, profondo, viscerale… Certe volte la motivazione è superficiale, vediamo perché. La distinguiamo in 1) motivazione intrinseca, quella che parte da dentro, da sé. E – ancor di più – da sé a livello emotivo, profondo, valoriale. La motivazione intrinseca è l’unico tipo di motivazione che funziona veramente; 2) l'altra è la motivazione estrinseca – quella che si appoggia sul confronto sociale, l’accettazione, i modi e costumi, la cultura… La motivazione estrinseca non dura, è vuota: si appoggia su obiettivi che – a loro volta – non si basano sui valori della persona.

E la tua qual è? E c'è di più, presupponendo che tu già ti motivi intrinsecamente, tu sei di quelli a scala alta o a scala bassa? La motivazione è soggettiva ed è importante conoscere come siamo fatti per motivarci nel modo giusto. Sbagliare la leva motivazionale significa sabotare la promessa fatta a sé stessi.

Ecco come la spiego riadattando un passaggio dal mio libro Dimagrire non basta:

Barra alta o bassa?

Se sei una di quelle persone che preferisce tenere la barra bassa, puntare basso per poi piacevolmente stupirsi per ciò che riesce a fare di più, allora formulerai promesse come le seguenti: «Prometto a me stesso di percorrere a piedi e a passo più sostenuto del solito 5 km in più questa settimana», sapendo che potrai farlo andando a ritirare i figli a scuola anziché in auto, che potrai andare a prendere il pane a piedi o che questa settimana troverai anche il modo di andare a fare due passi durante la pausa pranzo. Un’altra promessa facilmente realizzabile è «Prometto a me stessa di gustare il caffè al bar con metà bustina di zucchero per i prossimi cinque giorni e, se lo trovo fattibile, continuare per altri dieci giorni così da permettere alle papille gustative di abituarsi».

Io faccio parte di questa categoria, quelli dalla barra bassa. Preferisco darmi obiettivi e mettermi in agenda compiti fattibili da realizzare, per poi stupirmi se riesco a dare di più. Perché so che quando inizio poi mi diverto, che quando inizio le abitudini sono più gradite alla mia mente abitudinaria, cioè inconscia.

Se, invece, preferisci mantenere la barra alta per motivarti per spingerti a dare il massimo e questo ti fa sentire vivo, va bene ugualmente. Le tue promesse potrebbero assomigliare alle seguenti «Prometto a me stesso di percorrere 15 km questa settimana, di godere di questa svolta e di viverla a pieno.», lo dirai sapendo che questa settimana puoi uscire prima dal lavoro o perché sei a casa e la cosa è fattibile, e se anche ne farai solo dodici andrà bene ugualmente.

Chi tiene la barra bassa vuole sicurezza nel cambiamento e sa di “vincere facile”, tutto ciò che arriva in più è solo fonte di soddisfazione. Chi tiene la barra motivazionale alta, ama spingersi e spronarsi e sa che se non mantiene l’obiettivo, il fatto di stabilirlo alto gli ha permesso di dare il massimo.

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