Essere Coach
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Capitolo 18

Apprendimento conscio e inconscio

5 min

Tema da tenere in considerazione per accompagnare con pazienza, tolleranza e lungimiranza i nostri clienti sono le 4 fasi dell’apprendimento che portano a ESSERE e non più a fare.

Non è detto che il percorso di coaching vi vedrà arrivare alla quarta fase dell’apprendimento (qui sotto), è importante – almeno – che nel percorso insieme tu e il coachee condividiate tutti gli strumenti utili a lui o lei per affrontare tutti gli ostacoli di cui ti avrà fatto parte nel periodo insieme.

Ti faccio il mio esempio: io propongo un periodo di sei mesi nei miei percorsi. In questi sei mesi mi propongo di conoscere le problematiche con cui il coachee si presenta a me, carpirne le “strategie” inefficaci, proporre correzioni tenendo conto dell’incoerenza interna tra desideri e convinzioni limitanti o tra dialogo rimproverante e azioni automatiche. Mi aspetto di osservare e di venire a conoscenza di tutti gli ostacoli possibili, sia interni per suoi limiti emotivi o di strategie inefficaci, sia esterni per conflitti con persone o ambienti.

Nei sei mesi il mio proposito è quello di fornire gli strumenti adatti alla persona e di farglieli allenare tanto. Così tanto che poi, quando sarà sola, cioè a fine percorso, si sentirà comunque sicura nell’affrontare scivolate o nuovi problemi che però ripropongono dinamiche sulle quali si sia BEN preparata.

Le 4 fasi dell’apprendimento ci portano fino all’apprendimento inconscio, eccole per un tuo ripasso:

1. INCOMPETENZA INCONSCIA – Non so di non sapere, vivo bene così e mi sta bene così. In questa fase il coachee non ci ha nemmeno cercati perché non sente ancora di avere un problema/obiettivo. Non sente disagio e incongruenza tra ciò che è e ciò che vorrebbe essere o fare (o non fare più).

2. INCOMPETENZA CONSCIA – La seconda fase è quella dell'inizio della frustrazione, un’emozione che può bloccare o spronare... Qui “so di non sapere”. È la fase dove io voglio andare "via da" quell'altra persona che non voglio più essere. E questa modalità dell’“andare via da” mi porta comunque a vivere la motivazione del cambiamento. Qui inizia la frustrazione e il senso di inadeguatezza. È quella visione del mondo ampliata che ci fa sospettare che esista altro… di meglio. Inizia allora la ricerca di informazioni e formazioni utili a colmare questo nuovo bisogno di crescita. Un bisogno che probabilmente, sulla piramide dei bisogni di Maslow, sarebbe ai piani alti, quali appartenenza, stima o auto-realizzazione.

3. COMPETENZA CONSCIA – La frustrazione continua... E se continuiamo a restare sulla modalità “via da” non costruiamo... A un certo punto vogliamo costruire il VERSO. Quindi, la terza fase è quella dell’azione, dello sforzo cognitivo, della costruzione, correzione, apprendimento vero e proprio... È probabilmente la fase che dura di più o che sembra durare all’infinito. La frustrazione, sì, continua ma almeno sappiamo che possiamo allenare e continuare a crescere. Non è dura, ma almeno il senso di inadeguatezza è placato, resta la frustrazione per lo sforzo cognitivo da applicare in questo apprendimento ancora attivo.

4. COMPETENZA INCONSCIA – Finalmente mettiamo in atto la nostra “abilità”, semplice o complessa che sia, in modo facile, spontaneo, automatico. Finalmente qui possiamo tirare un sospiro di sollievo. Non abbiamo solo appreso, abbiamo INTERIORIZZATO. Non facciamo, qui SIAMO. È il premio dopo tutti gli sforzi cognitivi di dialogo interiore, ripetizione, scivolate e domande che ci siamo posti per restare sul nostro obiettivo.

Io le trovo molto utili e chiare da tenere sempre a mente per accompagnare con spirito leggero e tolleranza i miei coachee: so che sbaglieranno, lo ritengo normale, anzi FONDAMENTALE per interiorizzare e raggiungere la 4° fase dell’apprendimento.

Pensaci un po’, quando pratichi uno sport gli errori sono considerati fonte di apprendimento. La postura del corpo errata, le gambe troppo tese quando dovrebbero essere piegate, il corpo non a candela ma leggermente proteso in avanti, postura aperta e pronta a scattare… In genere negli sport a palla queste sono osservazioni (o errori, chiamali come vuoi) che SOLO ATTUANDOLI e notandoli possiamo correggere, per migliorare.

E allora perché non consideriamo l’errore come fonte di miglioramento anche nella crescita personale? Iniziamo noi coach a considerarli tali.

Il discorso vale anche per noi!

Le 4 fasi dell’apprendimento valgono naturalmente anche per noi professionisti nell’ambito dell’aiuto alla persona:

  1. Incompetenza inconscia. Eri inconsapevole di un tuo bisogno di crescita, non sapevi nulla o poco del coaching e non ti interessava. Fino a che è successo qualcosa che ha attivato un bisogno di crescita e autorealizzazione dentro di te. Ricordi cosa è stato? Ricordi le motivazioni che ti hanno spinto a formarti e cercare fonti di informazione e formazione?
  2. Incompetenza conscia. Nascono senso di inadeguatezza e frustrazione per ciò che sei e chi invece vuoi essere già. Vorresti forse essere già arrivato, aver iniziato anni prima, guardi a chi è “già là” e ti poni domande (non utili) del tipo «Perché non ho iniziato anni fa?» Oppure potresti voler andare veloce, acquisire tutto in breve tempo. Solo che – ahimè – per l’apprendimento inconscio il tempo è necessario, tra esercitazioni fino alla nausea, esposizione a situazioni diverse e errori inevitabili. Ad ogni modo qui inizi a formarti e necessiti di tanta attivazione cognitiva e volitiva. Per motivarti è necessario sentire che progredisci, che migliori, che contribuisci, altrimenti il rischio è l’abbandono. Quante persone conosci che hanno frequentato un corso di crescita, di coaching, psicologia, counseling come te e hanno poi abbandonato?
  3. Competenza conscia. Cominci a rodare. È sempre dura ma qualcosa funziona già e qualcosa non ancora. Ti dici che “è normale” e se va bene (altrimenti non leggeresti questo libro) continui a formarti e crescere. Vai oltre a ciò che ti viene proposto nelle scuole o nei libri, cerchi, ti esponi, ti alleni, ti eserciti, cadi e ti rialzi. Ripensi a ciò che già è fonte di soddisfazione, coccoli la parte emotiva dicendole che è solo questione di tempo, esercizio e esposizione alle situazioni.
  4. Competenza inconscia. Ora non fai coaching, sei coach. Dopo la seconda e terza fase, che possono esser durate per mesi, anni… finalmente non fai, sei. Vivi di rendita, capisci, intuisci, tutto è chiaro nella tua mente. Certo, ciò non toglie che ogni situazione portata dai coachee sia diversa e necessiti di tutta la tua attenzione per aiutare al meglio, solo che adesso è tutto così fluido, naturale, inconscio. Questa 4° fase sarà utile da anticipare dentro per motivarsi e ricordarti che tu SARAI in questa fase un giorno del prossimo futuro.

Chi partecipa al nostro corso professionalizzante può partire da zero o aver già frequentato altri percorsi e trovarsi nella seconda o terza fase. Se ti manca struttura o pratica, da noi non condividiamo solo informazioni, puntiamo a interiorizzarle e a stimolare sempre i nostri studenti all'apprendimento continuo. Lo scopo è proprio quello di arrivare e godersi la 4° fase dell'apprendimento, quello della competenza inconscia.

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