Capitolo 4
La struttura di un incontro di coaching
Che si tratti di un incontro di coaching, di psicologia, di counseling, una consulenza di altro genere, conoscere il seguente modello ti sarà molto utile.
Immagina un incontro di un’ora e suddividilo in TRE parti: a volte sarà suddiviso in parti uguali, di 20 minuti + 20 minuti + 20 minuti, altre volte la struttura prenderà forma nella seguente combinazione: 30 + 20 + 10.
Dipende.
Il bello della struttura che sto per presentarti è che è talmente versatile nella sua semplicità che te la ricorderai facilmente e la potrai allungare o modellare a tuo piacimento. L’importante è tenere a mente le sue tre fasi.
L’OMI Model
L’OMI Model nasce da me. Ma non perché sia farina del mio sacco, è solo frutto della mia osservazione. Mi trovato al corso NLP Trainer’s Training a Londra e i trainer del corso (Bandler, McKenna e La Valle) ci avevano suddivisi in gruppi guidati da coach esperti e già a regime. Fui fortunata, capitai con una tipa tosta ed ebbi letteralmente una folgorazione. Lei ci spiegò come doveva essere composto un incontro di coaching: tra l’uso del Metamodello, esercizi di coaching e Milton model. O anche, parafrasando: tra esplorazione e comprensione, azione e modificazione, e poi installazione e ripetizione. Wow. Capii che era giusto così, che doveva essere così, che era perfetto così!
L’OMI Model è la trascrizione in uno schema facile da ricordare di quanto appresi quel giorno anni fa. È l’acronimo di:
O – Osservazione
M – Modificazione
I – Installazione
O = è la prima parte, composta da ascolto attivo e letterale, domande utili per capire, esplorare, conoscere. Per chi conosce la PNL, è l’applicazione del Meta modello. Qui proponiamo domande sia per capire meglio sia per aiutare il coachee ad andare oltre il problema. Sì, perché spesso i clienti si presentano in sessione sapendo bene cosa non vogliono più ma non avendo ancora ben chiara l'idea di cosa vogliono.
M = è la parte centrale, composta da domande utili per testare e provocare soluzioni, analisi e modificazione della struttura interna (VAK, la vedremo dopo con elementi Visivi, Auditivi e Cinestesici). Qui proponiamo esercizi di coaching (o da qualsiasi tua altra o precedente formazione), formuliamo obiettivi a livello cosciente, sondiamo ostacoli e obiezioni e pianifichiamo le soluzioni. In questa fase proponi i tuoi esercizi di coaching in base al tuo stile.
I = è la terza ed ultima fase, l’installazione. A seguito di esercizi “consci” proposti nella seconda fase, qui potrai rivederli in visualizzazioni, riassumerli, rivolgerti anche alla mente "abitudinaria" del cliente, chiedere un brainstorming finale al cliente, inviarne alcune note in email, proseguire con compitini mentali da richiedere al coachee…Di questa fase fa anche parte la ripetizione e l’apprendimento del coachee quando non siete insieme.
Le tre fasi non sono mai distinte ma si compenetrano per coinvolgere mente cosciente e mente inconscia. Non vedere l’OMI model come tre compartimenti distinti, vedila come una danza di gruppo dove i ballerini partono uno alla volta ma poi danzano insieme e lo spettacolo diventa unico!