Coming out, il mio augurio per te!
Per me le superiori sono state un periodo tosto. Mi sfogavo negli allenamenti di pallavolo, ma per la maggior parte delle partite ero in panchina e a scuola testa bassa e via. Non ero una delle protagoniste della classe, seguivo. Dentro di me avevo sconvolgimenti, desideri ed energia e non sapevo bene cosa farne, come servirmene. Poi sono cresciuta e la miopia si è acuita sia fisicamente, sia psicologicamente nella visione del mio futuro. Non vedevo gli altri dentro e avrei voluto vederli. Non sentivo gli altri empaticamente e avrei voluto dar loro una mano… o almeno capire meglio. Avevo una mia routine fatta di studio e di svaghi… e via. Non avevo una prospettiva. Non sapevo cosa avrei fatto “da grande” (men che meno scrivere libri! Visto che alle superiori la prof. di italiano mi dava 6 --). E così, proprio perché le superiori per me sono state – boh – un passaggio; all’università mi sono avvicinata di più ai miei gusti: alla letteratura e alle lingue. Andava bene, ma non così bene come la mia seconda laurea (che ho terminato con famiglia, due figlie, un lavoro e una società “di contorno”). Con gli anni la mente non si è spenta, ristretta o schiavizzata: anzi si è aperta.
Non a tutti gli adulti accade questo. Io sono stata fortunata perché ho incontrato strumenti di coaching sulla mia strada, che mi hanno insegnato a collegare la parte volitiva con quella inconscia, a vedere dentro gli altri, a capire me stessa, a tollerarmi, a perdonarmi, a spronarmi, a cercare la crescita per connettermi e condividere.
Ti auguro di fare lo stesso della tua vita, di portarla cioè al miglioramento personale e alla crescita: per condividere, connetterti, dare e – solo così – ricevere un mondo di amore ed energia,
Deb