Capitolo 2.2
Personal branding… per il bene del mondo
L’immagine che diamo al mondo non è falsa, è migliorata. E cosa c’è di male in questo se non nasconde menzogne? Cosa c’è di male nel regalare al mondo più sorrisi che paranoie? Cos’è che non va nell’evitare di intossicare i social di malessere e scontento? Cosa c’è di male nel parlar bene di qualcuno ed evitare a priori la polemica sui social? Anche se l’algoritmo ti vorrebbe vedere battibeccare, come in un salotto della tv pubblica nella fascia oraria pomeridiana…
Toni non passa il test
Se Toni non supera l’esame d’ingresso all’università, non scriverà «Quei bast***i non mi hanno preso. È tutta una farsa» e via così di lamentele e insulti. Toni, semmai decidesse di condividere questo evento sui social, potrebbe trarne un insegnamento utile da condividere nella caption, del tipo: «Ahimè amici non ce l’ho fatta a passare il test d’ingresso. Certo che mi dispiace… Ma io, se mi conoscete lo sapete, non mi arrendo facilmente e allora mi rivolgerò all’università di… / scelgo di riprendere in mano… / ho deciso di dedicarmi a… Perché se la vita mi prende a pesci in faccia, io ci faccio un bel fritto misto!» con tanto di foto di un bel pescione e con hashtag #pesciinfaccia.
Non è più bello questo modo di condividere?
Prepararsi significa anche pensare prima alle eventuali conseguenze.
E di questo so che alla tua età per alcuni tuoi coetanei ci sono ampi margini di miglioramento.
Evy, Ale e Gio
Come quando Ale ha creato un nuovo gruppo Whatsapp dove Gio non è stata invitata, ed Evy ci sta male perché le dispiace per Gio. Non sa come dirlo ad Ale e le manda questo messaggio in privato per farle capire che capisce il suo punto di vista e ciononostante invitarla a riconsiderare l’esclusione. Evy scrive: «Senti A., a me piacerebbe invitare nel gruppo anche Gio perché è una buona amica. So che a volte è volgare e si lascia andare, però io vorrei proprio che provassimo ad invitarla.»
Ale manda giù il rospo per ora e invita Gio. Solo che dopo una settimana capita che Ale ed Evy litigano e, in uno scatto d’ira Ale inoltra il messaggio di Evy a Gio con la dicitura: «Guarda cosa pensa di te Evy. Le ho chiesto se voleva che invitassi anche te nel gruppo e lei ha detto sì anche se ti trova volgare.» Quando invece era tutto il contrario, perché Evy, definendo Gio come “volgare”, voleva semplicemente convincere Ale partendo dalla sua (di Ale) considerazione.
Suona famigliare? Già vissute situazioni di tensione relazionale simili? Vedi, queste dinamiche esistono a 9 anni, a 16 e a 50. Come te ne sbarazzi? Iniziando ad anticipare. Preparandoti con domande del tipo: “Se scrivo questa frase, cosa ottengo? Cosa rischio?”
Un’ottima applicazione di questa – chiamiamola – “legge di prevenzione relazionale” l’ho vista applicata proprio pochi giorni fa. Scrissi un’email a un conoscente amico per chiedere informazioni su un dirigente e la sua società. Mi rispose semplicemente così «Chiamami quando vuoi». Così feci. Nonostante non avesse nulla di male da dire, per raccontarmi ciò che sapeva e voleva condividere con me, ha preferito usare il telefono. Verba volant, scripta manent. Anche su Whatsapp, Gmail, Instagram, Tiktok... Anche se cancelli un commento o un post perché poi cambi idea, qualcuno può sempre aver già fatto lo screenshot della tua frase e farne ciò che vuole.
Conosco alcuni ragazzi e so che questo è argomento ben compreso dalla tua generazione. Siamo noi vecchiardi che dobbiamo piuttosto imparare a frenare le dita più spesso. Ad ogni modo, se già sei discreto sui social, se sei corretta virtualmente, se ti viene naturale, poniti domande su possibili scenari. Prevenire è meglio che curare… anche nel postare.
Tania e Rob
Ora vediamo anche come ci si può preparare a reagire di fronte a chi è – diciamo così – “umano” e perciò imperfetto e che ci fa un grande torto. Come per esempio Rob, l’ex di Tania, che per rabbia condivide la foto di lei a seno scoperto sul suo letto nel gruppo della classe di quinta.
Wow.
Cosa potrebbe fare lei? Nascondersi con la testa sotto la sabbia? Affrontarlo davanti a tutti e mostrarsi isterica? Potrebbe complottare con le amiche e rubargli il cellulare? Potrebbe, infine, rendergli pan per focaccia e postare foto compromettenti di lui che lei possiede?
E se io ti suggerissi un’altra via?
Quella per cui Tania si ferma per:
- Ristrutturare l’evento. Cioè gli dà un significato diverso. Relativizza. Si dice che è grave oggi ma fra un mese lo sarà di meno. Che non è poi colpa sua. Che Rob ha fatto una gran cavolata ma la vita continua. Magari tra qualche giorno potrà anche riderci sopra perché la foto sembra, dai, quasi artistica.
- Capire i bisogni emotivi del suo ex. Tania potrebbe chiedersi: perché si è ridotto a fare così? Cosa cercava? Cosa si aspetta con questo gesto? Potrei essere in pericolo o è “solo” distrutto dalla relazione finita? Indagando, Tania scoprirebbe che Rob era solo arrabbiato, confuso, e voleva farle pagare il prezzo del suo cuore spezzato. Non c’è violenza nei pensieri di Rob, ma Tania fa sempre bene a valutare ogni possibilità. L’amore e il dolore a volte si confondono e, quando avviene, nascono vendetta, cattiveria e violenza.
- Guardare alla situazione da fuori. Cosa sarebbe meglio fare ora? Per me, per lui, per gli amici che hanno visto la foto, per i miei genitori e i suoi? Tania potrebbe arrivare alla conclusione che è meglio che sia lei a dirlo ai suoi, prima che lo scoprano da soli. Potrebbe decidere con i suoi il da farsi. Magari non commentare, tacere, astenersi. Prepararsi con risposte simpatiche in caso qualche simpaticone della classe faccia battute fuori luogo. Potrebbe anche valutare di incontrare Rob in un luogo pubblico.
- Ritrovare un equilibrio. Se Tania avesse deciso di astenersi dal contrattacco emotivo e incontrare Rob in pubblico potrebbe parlargli. Fargli capire che capisce la sua sofferenza e che gli amori finiscono. Ciò non giustifica atti inappropriati. Che, nonostante lei sia passata ad altro, comprende la sua confusione e che gli augura ogni bene.
Ecco quindi i 4 passaggi utili da tenere a mente in situazioni relazionali delicate:
- Ristrutturare l’evento,
- Capire i bisogni emotivi dell’altro,
- Guardare alla situazione da fuori e
- Ritrovare un equilibrio.
Ma vediamo ora come Tania avrebbe potuto trasformare questo evento unico in un disastro, o forse anche mettere in pericolo la sua incolumità.
Al punto 1. Tania avrebbe potuto invece ingigantire le cose «Oddio, e ora cosa faccio. Come mi presento agli amici. Quel bastardo. Non esco più di casa. Lo odio.» Al punto 2. Tania avrebbe benissimo potuto ignorare il punto di vista disperato di Rob sugli eventi, ignorare la sua sofferenza e attaccarlo pubblicamente umiliandolo, o peggio, facendolo arrabbiare1 . Al punto 3. Tania avrebbe potuto emotivamente paralizzarsi e non riuscire a guardare la situazione nel suo insieme. Vergognarsi per un errore altrui e nascondere l’accaduto ai suoi, non confidandosi e diventando sempre più paranoica e isolata. Infine, al punto 4. Semmai avesse deciso di incontrarlo per affrontarlo, Tania avrebbe potuto usare parole forti rischiando così di far arrabbiare Rob. E sappiamo tutti cosa può fare una testa calda: cose di cui potersi pentire!
Ecco la simulazione di tre frasi tipo da usare al punto 4. per l’incontro in un luogo pubblico: la prima di una Tania che ha solo voglia di scappare emotivamente da una situazione stressante; la seconda di una Tania altalenante che cerca di mostrarsi comprensiva ma ha solo voglia di dirgli di stare alla larga; infine, la terza sinceramente rispettosa dei sentimenti di Rob sebbene determinata a chiarire le cose.
Quale scegliere per il bene di tutti?
a) «Tu sei fuori di testa. Sei un pazzo senza freni. Forse mi ami ancora, ma questo non è amore. Mi hai rovinato la vita. Non ti voglio più vedere. Fai in modo di frequentare altra gente. Per me sei finito». Melodrammatica ed emotivamente dannosa per entrambi. Se Rob fosse un tipo che serba rancore, Tania rischierebbe altri scherzi… o peggio.
b) «Rob, capisco che soffri. Ti sei comportato male. La nostra relazione è finita e ti suggerisco di fartene una ragione. Devi smetterla di prendermi di mira e di pensare a me. So che ti senti smarrito ora. Prenditi una pausa. Esci con Paco e fatevi un weekend via».
c) «Ciao Rob. Come stai? Bella cazzata che mi hai tirato! Immagino tu stia soffrendo ancora e mi dispiace. Ciò che hai fatto non mi è piaciuto e ci tenevo a dirti anche questo. Ti auguro ogni bene comunque. Ti avviso che non risponderò a nessuna chiamata da parte tua in futuro e per quanto è possibile ora ti chiedo di pensare a come tu possa rimediare ciò che hai fatto. Ti saluto, stammi bene. Ciao».