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Capitolo 3.4

Passo passo mi porto a casa il futuro

6 min

Sai cosa si dice, no? Che sottovalutiamo ciò che possiamo fare in sette anni e sopravvalutiamo ciò che possiamo fare in un anno. Sempre. La visione, a differenza della vista che a volte è imperfetta, può (e dovrebbe) essere elastica: guardare un po’ vicino e un po’ lontano.

Guarda lontano, chi sarai? Cosa farai? Come avrai contribuito al mondo? Come sarai cresciuto/cresciuta? Come ti sarai presa/preso cura del tuo tempo, corpo, energia, relazioni, emozioni? Prenditi del tempo per pensare a ciò che vuoi veramente per te: che sia in tuo controllo, che sia fattibile e piacevole.

Solo avendo una visione chiara del domani, puoi impostare la tua crescita da oggi.

I micro obiettivi di oggi ti potranno portare sempre più vicino alla visione di te tra uno, cinque, dieci anni. Se c’è coerenza, se esiste The Big Picture: seguire i piccoli passi, i dots come diceva Steve Jobs, sarà facile.

«Non puoi connettere i punti guardando avanti, potrai farlo guardando al passato» - diceva Jobs «Dovrai avere fiducia nella visione d’insieme (the big picture) e questo approccio non mi ha mai deluso e ha fatto la differenza nella mia vita.» «Anche se le cose si mettono male, hai sempre bisogno di tenere bene a mente il quadro generale – la Big Picture – » dice anche Richard Branson.

Ecco che i dots di Steve Jobs sono i nostri micro-obiettivi e il segreto per impostarli con coerenza nel grande quadro generale è quello di impostarli solo in funzione di esso.

Parliamo dei micro-obiettivi, quei dots relativamente facili da compiere, quei dots a cui possiamo facilmente associare un tic (o alla Pozzetto, TAAAAC) e che sono l’unico modo per continuare, costantemente, continuamente, ininterrottamente, regolarmente, stabilmente, a motivare il nostro sistema nervoso. Quindi, motivarci, anzi auto-motivarci in modo intrinseco.

I micro-obiettivi sono di per sé micro, appunto. Sono tali se rispettano tre caratteristiche:

  1. Sono espressi nel presente, sono adesso
  2. Sono personali, cioè gestibili da noi e per noi
  3. Sono espressi in positivo e quindi vanno verso il grande quadro d’insieme.

I micro-obiettivi per restare micro sono task oriented si dice – cioè circoscritti al compito da eseguire – pur mantenendo la visione a lungo termine. Se, per esempio, devo andare da Milano a Roma e considero questo come un obiettivo a breve termine, i miei micro step saranno: 1. Scegliere come andarci, 2. Guardare gli orari, 3. Comprare i biglietti, 4. Recarsi alla partenza, 5. Prendere il mezzo prescelto, 6. Occupare il tempo di percorrenza, 7. Scendere dal mezzo arrivato a Roma. Facile no? Piuttosto che guardare solo all’obiettivo come un pezzo unico, abbiamo diviso in sette facili micro compiti l’esecuzione del viaggio Milano-Roma.

In psicologia cognitiva si parla di chunk di informazione, di unità d’informazione: più queste unità d’informazione sono piccole più sono gestibili e correggibili. Di contro, più queste unità d’informazione sono grandi, più è facile individuare il quadro d’insieme ma diventa difficile intervenire in modo puntuale per correggersi.

Se Luca vuole preparare un esame di diritto in 30 giorni e ha un manuale di 300 pagine da studiare e sapere, Luca procederà per esempio così:

  1. Per i primi 20 giorni si darà come micro-obiettivo quotidiano quello di leggere e studiare almeno 15 pagine al giorno. Infatti, 300 pagine diviso 20 giorni fa esattamente 15 pagine al giorno. (Luca vuole tenere conto anche di intoppi nella pianificazione, ecco perché “almeno 15 pagine” è il giusto ragionamento da seguire.)
  2. Per i restanti 10 giorni avrà il tempo di ripassare, fare mappe mentali, ripetere ed esercitarsi sull’esposizione. Per ognuno di questi obiettivi, imposterà dei micro-obiettivi quotidiani in ciascuno di questi restanti 10 giorni di studio.

Trucchi per realizzare micro obiettivi in modo facile

Esistono sei trucchi per trasformare i micro obiettivi in zucchero per il sistema nervoso, per produrre, gratuitamente e senza conoscere nessun pusher, dopamina e adrenalina in corpo, nel giusto equilibrio per continuare a crescere e diventare chi si vuole:

1. Tieni conto degli intoppi. Un obiettivo è perfettibile e non perfetto. Il fatto di procurarsi adrenalina e dopamina a seguito di micro-azioni rende difficile l’intrusione dei quotidiani intoppi e distrazioni che la vita ci riserva sempre.

2. Pensa a togliere piuttosto che ad aggiungere. Coco Chanel diceva: «Prima di uscire, guardati allo specchio e levati qualcosa.» Quado pianifichi micro-obiettivi, pensa semplice, togli, semplifica, minimizza. Faciliterai la realizzazione della micro azione.

3. Focalizzati su un micro-obiettivo alla volta. Trattandosi di micro azioni è facile compartimentalizzare. Un micro obiettivo è quelle 15 pagine almeno di Luca, è una biciclettata di mezz’ora, è la scrittura del proprio CV (o realizzazione del video di presentazione), è poi il reperimento di almeno 10 email a cui spedirlo, è poi la realizzazione del testo in email che accompagna il CV o video, è poi la spedizione, e – infine – la doccia ristoratrice dopo tanto lavoro.

4. Godi del successo per ogni micro azione, che è un micro obiettivo per la tua mente e sistema nervoso. Se il micro obiettivo per Luca era quello di studiare “almeno 15 pagine” e oggi ne ha studiate 20, godrà del risultato in linea con lo studio e di aver giocato d’anticipo su eventuali intoppi. Il godimento non dovrà essere trascurato. Questa è una tappa fondamentale per far si che la motivazione intrinseca venga alimentata – come scrivevo prima – costantemente, stabilmente etc.

5. Considerali nell’insieme, seppur separati. Tu, consciamente, lo sai che 15 pagine sono parte di un libro di 300. Lascia però che la mente inconscia, cioè la parte emotiva e il sistema nervoso, godano per quelle 15 (o 20) di oggi, E BASTA. Gioca tra attenzione sull’immediato e la Big Picture. La mente cosciente lo sa, lascia che la tua mente inconscia non se ne preoccupi oggi e goda. E basta.

6. Se preferisci, rendili micro micro. Occhio alla differenza tra obiettivi a breve termine, che di solito, si completano in più giorni o constano di più azioni e i micro obiettivi, fatti di singole azioni, micro azioni. Più rendi facile e (quasi) immediata la soddisfazione, più alimenti il circuito della ricompensa nel tuo cervello, produci dopamina per azioni realmente portate a termine e “insegni” al tuo sistema nervoso a provare soddisfazione per vere azioni con veri risultati1 .

Pensa per azione e non per nominalizzazione

In PNL, Programmazione Neuro Linguistica, le nominalizzazioni sono quei sostantivi, di solito astratti, che rappresentano grandi valori, sentimenti da coltivare e far propri nella vita. È bello leggere su un sito la vision di un’azienda fatta di etica, professionalità e onestà, ma di fatto: cosa significa? Cosa fanno? Perché lavorare per loro? Con loro? Fai bene a chiedere prima di offrire loro le tue due più importanti risorse: il tuo tempo, il tuo impegno.

E se “aprissimo” queste nominalizzazioni in micro azioni? Per noi intendo. Voglio felicità o oggi voglio sentirmi felice? Meglio vero? Tuffandolo nel presente posso poi chiedermi “come voglio e posso oggi sentirmi felice/serena/creativo/energica?”

È impossibile fare leva esclusivamente sulla forza di volontà senza godere delle micro-tappe nel percorso. E il rischio di usare troppe nominalizzazioni per costruire il proprio futuro è che il sistema nervoso si perde via facilmente.

Pensa per grandi valori ed emozioni, agisci per micro azioni che procurano costantemente, stabilmente etc. quelle emozioni.

Tu

Lavora da lontano e poi torna vicino al tuo cuore. Chi vuoi essere? Chi vuoi diventare? E poi: cosa puoi fare oggi per questo? Come ti sentirai portando a termine un’azione oggi? Una domani? Una dopo domani?

Citazione: «Passo passo mi porto a casa il futuro.»

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