Capitolo 1.5
Distinguiamo desideri da bisogni
Concludo questo primo macro punto con un’ulteriore distinzione: tra bisogni e desideri. Nicol non lavora, ha appena terminato le superiori, ha pochi soldi da parte ma li conserva per le vacanze. È l’unica tra le sue amiche a non avere un iPhone e ci terrebbe a essere come loro. Se Nicol se ne facesse una malattia, confonderebbe un desiderio con un bisogno.
Nicol
Se Nicol andasse da sua madre e le chiedesse un iPhone perché “Ne ho bisogno mamma”, “Ce l’hanno tutte le altre”, “Che figura ci faccio?”, Nicol si mostrerebbe indelicata e, forse, irrispettosa nei confronti degli sforzi che i suoi genitori fanno per pagare – be’ – tutto ciò che già, per dovere genitoriale e per piacere, pagano senza mai lamentarsi.
Distingui una necessità, fisica, sociale, relazionale, pratica da un desiderio emotivo.
C’è un esercizio che viene proposto ai genitori di bambini che fanno i capricci e che potrebbe giovare a Nicol, o chi si trova in situazioni simili. È il gioco del “Se avessi…”. Nella sua versione originale, il genitore lo usa giocando con il figlio e il suo desiderio emotivo. Se il figlio fa i capricci perché vuole – diciamo – un pony, il genitore può scegliere
a) Di raccontare la cruda verità, cioè che “Amore, non possiamo prendere un pony. Dove lo metteremmo? E poi chi lo nutrirebbe? Dove dormirebbe? Chi gli pagherebbe il veterinario?”. Spiegazioni razionali e… incomprensibili al bambino che vuole disperatamente quel pony in quel momento.
b) Oppure il genitore può giocare al gioco del “Se avessi…” immaginando solamente di poter avere un pony e soddisfare quindi il desiderio del bambino in quel momento. “Ah che bello, anche a me è sempre piaciuto da piccolo avere un pony. Ti immagini che bello! Cosa faresti se lo avessi? Lo spazzoleresti? E poi? Ah, che bello. Lo accarezzeresti? E poi? Lo porteresti a spasso e gli daresti da mangiare, vero?”. Dopo aver soddisfatto il desiderio emotivo del bambino il suo sistema nervoso si sentirebbe sul momento rispettato e ascoltato.
Per il sistema nervoso ciò che immaginiamo è ugualmente “reale” a ciò che viviamo.
Qui non si tratta di accontentare o deludere, si tratta di rispettare. Con il gioco del “Se avessi” il sistema nervoso del bambino, le sue emozioni, sono rispettate. E questo al bambino basta. Poi, i bimbi sono facili da distrarre. Trovano un altro oggetto d’interesse e giocano. Storia finita.
Fortunatamente, il nostro sistema nervoso non è tanto diverso dal cervello limbico di un bambino di 4 anni. Le nostre emozioni vogliono essere rispettate, proprio come il bambino vuole “giocare” con la fantasia se non può giocare nella realtà.
La frase in grassetto in alto dice che “il sistema nervoso non distingue ciò che immagina da ciò che vive realmente”. In che senso? Lo sai anche tu in realtà, perché quando guardi un film di terrore hai paura, uno di avventura hai l’adrenalina a mille, per film romantici ti sciogli tra amore e sospiri… Davanti a cosa in realtà? A scene finte, recitate, girate mesi o anni prima, da attori, con il regista e una dozzina fra cameraman, costumisti, scenografi, truccatori attorno!
Se quindi lo stesso meccanismo funziona per bambini e per adulti, Nicol potrà usarlo con la propria mente che “desidera, anche se non ha un vero bisogno”. Lei potrà quindi “giocare” con il suo sistema nervoso, con la sua mente emotiva… che in quanto a razionalità è ferma all’età di quattro anni.
Nicol può:
- Rendersi conto che si tratta di un desiderio e non di un bisogno
- Assecondare l’emozione e la sua mente emotiva giocando al gioco “Se avessi…”
- Godersi l’emozione, immaginare e giocare con la fantasia
- Poi, e solo poi, potrà concretamente valutare se a) voler lavorare per pagarsi di tasca sua un iPhone o b) limitarsi al piacere virtuale appena vissuto e, piuttosto risparmiare per pagarsi un viaggio di tasca sua.
Nicol avrà così rispettato, e non negato, un suo desiderio emotivo, lo avrà comunque distinto da un vero bisogno e si sarà data scelte responsabili per assecondare o meno quel desiderio anche nella realtà.
E tu?
Hai qualcosa che confondEVI come bisogno ma invece si trattava solo di desideri? Potresti provare a “giocare” il gioco del “Se avessi”? Così da rispettare almeno l’esigenza del tuo sistema nervoso e poi permetterti di valutare più serenamente azioni da attuare? I pro e i contro? Vantaggi e svantaggi? Razionalizzare è più facile se la mente inconscia ha già ricevuto la sua dose di attenzione.