Capitolo 10
Cervelli diversi
NEL mio precedente libro rivolto a noi genitori e intitolato Il linguaggio emotivo dei bambini1 , che scrissi quattro anni dopo aver varcato la soglia della genitorialità, affronto la sconcertante verità (o almeno fu così per me all’epoca) dell’abissale differenza tra il cervello adulto e quello bambino.
Ti sembro un po’ teatrale in questa introduzione?
Niente affatto. Scoprire che siamo così diversi è stato per me come ricevere un pugno in pieno volto. Sono diventata madre di due splendide figlie consapevolmente e felicemente. Sono la mia ricchezza, dico spesso. Tuttavia, prima di conoscere la mia prima figlia neonata non avevo alcuna esperienza di bambini piccoli. Non sapevo (giuro, non lo sapevo!) che piangessero così tanto, che dormissero così male, che fossero irrazionali, che vivessero – letteralmente – in un mondo parallelo, fatto di fantasia estrema, irrazionalità e bipolarità permanente. Ecco qui spiegata la smisurata differenza tra noi.
UN CERVELLO MEZZO... SPENTO
Il suo cervello è praticamente tutto limbico. La parte prefrontale c’è ma non è ancora attivata. Vive attraverso e con le emozioni, che fluttuano e cambiano e che si manifestano sempre come bombe d’acqua, di gioia o dolore. Il cervello limbico in noi adulti gestisce le emozioni e gli automatismi, i bambini lo usano anche per interpretare il mondo e risolvere le proprie questioni (del tipo: Come posso prendere il gioco al mio amico? Se abbiamo una sola macchinina come facciamo a giocarci insieme? Come faccio a chiedere a mamma di restare ancora di più al parco?).
Jay Giedd, dottore e ricercatore, ha dimostrato che il cervello matura fino almeno all’età di 20 anni. La neocorteccia, che noi adulti usiamo per interagire con la realtà, per capirla e per risolverla, per loro non è ancora utilizzabile. C’è ma è come se fosse spenta. Inizia ad attivarsi verso i 4 anni per poi continuare sempre più a essere coinvolta.
Pertanto, come possiamo pretendere che loro ragionino come noi? Come possiamo pretendere che comprendano le nostre infinite e astratte ramanzine?

FREQUENZE DIVERSE
Le onde elettromagnetiche del suo cervello viaggiano su frequenze diverse dalle nostre. Per intenderci, noi adulti quando dormiamo profondamente viaggiamo su frequenze Delta (tra 0,5 e 4 hertz), questa stessa frequenza è cavalcata dal cervello dei bambini dai 0 ai 2 anni… in stato di veglia. Ecco perché ci sembrano lenti, persi a volte, nel loro mondo (giustamente). Ecco come continuo il parallelo nel libro Il linguaggio emotivo dei bambini:
Dai 2 ai 6 anni aumentano le onde sotto la frequenza Theta. Queste onde si contraddistinguono per noi adulti come quelle della creatività e dell’immaginazione. Infatti, i bambini in questa fascia d’età sembrano proprio vivere nel loro magico mondo. L’aspetto interessante è che, in fase Theta, i bimbi possono essere «plasmati» molto facilmente; in questo periodo – si dice spesso – sono come delle spugne, ed ecco spiegato il motivo. Imparano moltissimo da ambiente e genitori, apprendono comportamenti e acquisiscono convinzioni che poi diventeranno il loro atteggiamento verso la vita, fino a costruirsi un’identità vera e propria in età post adolescenziale. È un’età in cui possono sia imparare sia disimparare facilmente: meccanismo tutto a nostro vantaggio. Dai 6 ai 12 anni, il bambino trasla verso una maggiore frequenza di onde Alpha, generate dalla parte più frontale del cervello: diventa più vigile e interagisce con il mondo come protagonista attivo. Conoscere quale frequenza cerebrale viene prodotta dalla testa di tuo figlio, ti aiuterà a tollerare meglio le sue stramberie e a interagire con lui nel modo adeguato.
ADEGUIAMOCI ALLA LORO DIVERSITÀ
In pratica loro sono diversi e noi vogliamo adeguarci:
- Sono facilmente influenzabili, facciamo attenzione a chi frequentano e quali valori, limiti mentali, atteggiamenti e convinzioni assorbono;
- La loro attenzione è minima, evitiamo di parlare all’infinito sciorinando lezioni di vita eterne e incomprensibili;
- Sono creativi nel trovare le loro soluzioni, lasciamoli fare di più per ciò che è nelle loro capacità;
- Sono spesso estremi, o quantomeno eccessivi, nella manifestazione delle loro emozioni. È importante che noi lo capiamo e lo accettiamo. Restiamo calmi, smorziamo gli eccessi se è il caso, rispettiamo sempre le loro emozioni (ci torneremo) e poi guidiamoli;
- Per fare le cose hanno bisogno di divertirsi o di motivarsi fortemente. Questo ci aiuterà a diventare ottimi negoziatori nella vita e a trovare sempre un lato utile alle cose;
- Sono metodici nella loro quotidianità, ne hanno profondamente bisogno per creare il proprio mondo e le proprie sicurezze, ecco perché le routine (che vedremo) sono importanti;
- Sono procedurali quando seguono delle indicazioni, cioè fanno come viene detto loro se (e solo se) usiamo il giusto linguaggio, espresso in positivo, senza sarcasmo, coinvolgente, motivante, dettagliato (anche questo non mancherà).
Nel prossimo capitolo ti propongo un esercizio tratto dalla Positive Discipline di Jane Nelsen e di cui sono facilitatrice in Italia. È bellissimo, divertentissimo e rivelatore. Ti aspetto di là.