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Capitolo 28

Le domande utili curiose che regalano l’indipendenza

4 min

ABBIAMO visto come esprimere una richiesta (un prompt) ai nostri figli: in modo specifico, chiaro, in positivo, con un tono discendente, un parlato leggermente rallentato, atteggiamento più o meno dolce in base alla situazione e non più di due volte (pena l’inefficacia del messaggio). Ora ti mostrerò uno strumento ancora più efficace: le domande utili curiose.

O come le chiamo io, le DUC. Sono semplici domande, espresse con sincera curiosità (anche se noi conosciamo la risposta, o almeno la nostra risposta), aperte e che permettono al figlio di essere agente attivo nella risoluzione della questione. Dinanzi a un problema o una situazione da chiarire, chiedere l’intervento del figlio (se può e per come può) o anche la sua opinione, lo abitua ad un atteggiamento problem solving e lo aiuta a prendersi cura dei suoi problemi. Farà sentire autonoma tua figlia, indipendente tuo figlio, e quindi soddisfatti di sé quando riescono a risolversi le loro cose da soli.

Le domande utili curiose possono essere poste a figli di ogni età, adattandoci alle difficoltà che ogni età riesce a gestire.

Ad esempio, al bambino di 5 anni che entra in casa e che si fionda in camera, e con il quale – appena tre giorni fa – abbiamo realizzato il cartellone della routine del rientro, eviteremo di dire: «Giulio, metti le scarpe all’ingresso nell’armadio e vai a lavare le mani». Sicuramente eviteremo di dire cose come: «Allora, abbiamo lavorato per niente! A cosa serve che noi facciamo il cartellone della routine se tre giorni dopo ti scordi già di ciò che mi hai detto che avresti fatto». Piuttosto, per evitare di arrabbiarci, possiamo usare una DUC: «Ehi ehi, cosa devi fare quando rientri a casa?». Oppure «Dove vanno le scarpe al rientro?» E poi: «E cosa si fa dopo?».1

Starà poi alla testolina di Giulio chiedersi: «Dove vanno le scarpe? Dove vanno le scarpe? Ah, sì, lo so! Nell’armadio. L’ho anche disegnato!». E come un fulmine e per gioco Giulio tornerà indietro verso l’ingresso per riporre le scarpe al loro posto. Naturalmente, fare una domanda aperta su una routine presuppone che Giulio conosca la risposta perché ne avete già parlato assieme.

Immaginiamo ora una situazione più emotiva, con un preadolescente o adolescente. Tua figlia Giada ha litigato con Erika. Piuttosto che dare la tua soluzione, sfrutta il potere delle DUC e chiedi a Giada: «Mi spiace, amore, cosa ti senti di fare in proposito?» e lasciale il tempo, la tua presenza e l’ascolto attivo per trovare le sue risposte e aprirsi con te. Sarà un momento molto intimo e prezioso. Dimostrerai fiducia nel suo giudizio, sarai comunque presente per accertarti che non se ne esca con soluzioni estreme o scorrette e ti dimostrerai un ascoltatore prezioso.

ESERCIZIO N°27

Esercitati ad usare le DUC nelle seguenti situazioni per coinvolgere e rendere indipendenti i tuoi figli. Usa un tono sinceramente curioso e adattato alla sua età:

Situazione: Lascia le scarpe all’ingresso disordinate quando la routine dice che le deve mettere nell’armadio. E la routine l’ha disegnata proprio lui.

DUC: ________________________________

Situazione: Torna a casa e va diretta sul divano quando invece deve andare almeno a lavarsi le mani, poi in base all’ora, prepararsi per la cena o controllare i compiti.

DUC: ________________________________

Situazione: Lascia il pigiama per terra e il letto disordinato quando avevate convenuto che lo mettesse sotto il cuscino e che facesse lei il suo letto.

DUC: ________________________________

Situazione: Dei compagni, che sono anche amici, a scuola l’hanno presa in giro per una cosa che tu consideri una sciocchezza.

DUC: ________________________________

Situazione: Ha preso un brutto voto in italiano e il quadrimestre sta finendo. È visibilmente deluso…

DUC: ________________________________

Situazione: Ha fatto scena muta davanti a una domanda nell’interrogazione. Dice di sapere le cose ma poi lì per lì era come se avesse dimenticato tutto.

DUC: ________________________________

Hai avuto la tentazione di dare tu le tue super risposte, vero? Non è ciò che ti è richiesto. Anche se conosci il modo migliore per fare certe cose, per relazionarsi con “certa gente”, per risolvere problemi per te banali, trattieniti e chiedi:

  1. Chiedi così che siano loro ad attivarsi;
  2. Chiedi così loro visualizzeranno le varie soluzioni e sceglieranno;
  3. Chiedi così si allenano a trovare più di una soluzione;
  4. Chiedi perché in fin dei conti tu vuoi che diventino persone indipendenti e problem solver.

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