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Capitolo 12

Indovina chi viene a cena?

6 min

NO, non è Sidney Poitier, parlo di tuo figlio o tua figlia (e se ne hai più di uno, esegui quest’esercizio per ciascuno dei tuoi figli) che – in questo capitolo – ha già 25 anni, vive altrove e questa sera torna a casa per cena. Ecco in cosa consiste questo esercizio di visualizzazione: immagina che siano passati alcuni anni e presupponi che tua figlia, o tuo figlio, viva fuori casa e questa sera torni a farti visita.

Questo esercizio ha vari scopi. La prima volta che l’ho eseguito per me stessa, ho avuto chiare certe immagini che prima vagavano disordinate nella mente di una giovane mamma concentrata solo sul prossimo pannolino da cambiare.

  1. Uno degli scopi di questo esercizio è quello di staccarsi dalle

tensioni di oggi, di rimettere nella giusta prospettiva gli sforzi che compiamo oggi: li facciamo perché li amiamo e perché li vogliamo veder crescere in un certo modo. Diciamo di “no” oltre i venti minuti di telefonino o PlayStation perché vogliamo che sviluppino manualità, tridimensionalità nella vista e socialità nelle relazioni. Diciamo di “no” alle gomme da masticare zuccherate perché abbiamo visto sulla nostra pelle (anzi sotto le nostre otturazioni) quanti danni possono fare. Diciamo “basta” alle lamentele perché sappiamo che da grandi non servono a ottenere ciò che si vuole1 .

Diciamo di “no” per una serie di motivi che forse non abbiamo ben chiari nemmeno noi ma che questo esercizio ti aiuterà a svelare. Certo che se educhiamo i nostri figli come hanno fatto i nostri genitori solo perché “è l’unico modo che conosciamo di crescere figli” e non ci abbiamo mai veramente riflettuto, allora forse questo esercizio aiuterà qualche lettore a raddrizzare la mira in termini educativi, proprio guardando lontano e ampliando la propria prospettiva.

  1. Un altro scopo utile di questo esercizio è quello di mantenere

sempre una prospettiva a lungo termine nella nostra educazione. Noi facciamo quello che facciamo per una ragione, e questo esercizio ce la fa mettere a fuoco. La ragione è educare i figli a certi valori e modalità di pensiero funzionale, quegli stessi valori e quelle stesse dinamiche di pensiero che vogliamo vedere interiorizzate in loro quando varcheranno quella porta all’età di 25 anni.

VALORI E PENSIERO FUNZIONALE

Cosa sono i valori? I valori sono le ragioni importanti per fare ciò che facciamo. E cosa s’intende per modalità di pensiero funzionale? Si tratta del modo di analizzare i dati ricevuti dal mondo, saperli interpretare e agire di conseguenza, in modo funzionale a noi e agli altri… secondo i valori che guidano la nostra condotta.

I valori sono la guida delle nostre azioni, sono il “perché”. Per intenderci, c’è chi lavora tanto per passione, chi per compiacere, chi per potere, chi per benevolenza. C’è chi si mostra gentile perché – be’ – è gentile ed empatico, chi invece lo fa per ottenere favori in cambio, chi perché è stato educato a essere servizievole e non sa dire di “no”.

Le modalità di pensiero funzionale sono il “come”: come reagisco a un’urgenza? Come affronto un incontro inaspettato con una persona sgradita? Come approccio il capo per chiedere un aumento? Come mi auto-motivo per studiare nel weekend? Come mi parlo in generale? Quali domande mi pongo nella quotidianità? Con quale umore e pensieri mi alzo al mattino? E con quali altri mi corico la sera?

Ma cominciamo per gradi e tuffiamoci nel futuro. Ecco! Suona il campanello. Vai ad aprire e scopri CHI è venuto a trovarti questa sera per cena.

ESERCIZIO N°16

PRIMO. Dimmi, chi è tuo figlio quando viene a trovarti per cena? Chi è tua figlia quando torna a casa per cena e ha già 25 anni?

  • Dalla mimica facciale cosa deduci?
  • Da come ti saluta cosa capisci?
  • Come cammina?
  • Come respira?
  • Sorride?
  • È a suo agio?
  • Come ti racconta le sue novità tra belle o brutte notizie?
  • Quali parole usa?
  • Cosa senti dentro quando lo ascolti parlare/quando lei ti racconta di sé?

Rispondi qui di seguito o in un quaderno dedicato alle domande. Immagina lei, lui e te. Prendi appunti, anche veloci e a caso. È normale essere confusi la prima volta che si svolge questo esercizio mentale. Di certo, non è mai troppo presto per iniziare a pianificare il tuo stile educativo a lungo termine. Immaginare i risultati nell’esercizio “Indovina chi viene a cena” ti faciliterà la gestione del tuo stile educativo di oggi.

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SECONDO. E ora che hai guardato verso il futuro che desideri di più, torniamo indietro nella linea del tempo per arrivare a fissare sin da ora nella tua mente ciò che vuoi trasferire a quel figlio da ammirare e quella figlia da stimare. Ecco una serie di domande guida per capire i valori importanti da condividere e le modalità di pensiero funzionale2 che ritieni fondamentali per “funzionare” nella vita. Non sarà necessario rispondere a ciascuna di esse singolarmente, ma alla fine se vuoi ti lascio qualche riga per annotare ciò che ti rimane nella mente e nel cuore.

  • Cosa guida le tue azioni quotidiane? Perché fai ciò che fai?
  • Cos’è l’onestà per te? E come ci si dimostra onesti? Verso chi?
  • Cosa sono per te la lealtà, la tolleranza e la convivenza?
  • Come si persegue l’amore secondo te? Come si coltiva?
  • Come ci si rispetta e si ottiene il rispetto degli altri?
  • È importante considerare la vita come un’avventura? E se sì, come?
  • È importante divertirsi sul lavoro? E nella vita? E se sì, come?
  • Cosa vuol dire “pensare alla salute”? Cosa vuoi per i tuoi figli?
  • Perché è importante dire “Grazie” e essere grati alla vita?
  • È importante essere affidabili? Giusti? Sereni? Motivati? Pianificatori? Organizzati? Ordinati? Problem solver? Amorevoli? Corretti? Generosi? Collaborativi? Autonomi? E come si dimostra di possedere tutte queste qualità?
  • Come si affrontano i problemi? E con che atteggiamento si risolvono?
  • Come si affrontano le sconfitte? E come ci si rialza?
  • Come ci si abitua all’attesa delle ricompense, dei risultati e della soddisfazione?
  • Come ci si mette nei panni degli altri? E perché è così importante oggi?
  • Come si accolgono le emozioni e come si sfruttano per ottenere il meglio da noi stessi?
  • Come si affrontano le delusioni? E la derisione? Quanto serve la ristrutturazione degli eventi? Quanto può servire un po’ di umorismo nella vita?

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Wow. Intenso, vero? Solo questo esercizio dovrebbe far parte dei nostri pensieri per giorni interi. Ecco una dritta: se non sai cosa far dire al tuo deejay interiore, queste domande sono un ottimo modo per organizzare conversazioni con sé stessi nella mente.

Prenditi del tempo nei prossimi giorni per pensare, immaginare, visualizzare e rispondere alle domande sopra. Se giri pagina iniziamo a mettere in pratica nella relazione con tua figlia/tuo figlio tutto quanto visto finora. Parliamo di guida e influenza: un grande potere da saper sfruttare al meglio.

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