Capitolo 1
Genitori di oggi e genitori di domani
TRA i tre stili genitoriali (aggressivo, passivo, autorevole) trattati in pedagogia, e ben riassunti da Steve Biddulph nel suo famoso libro Il segreto dei bambini felici , quello decisamente più in voga oggi è lo stile passivo. Qualche decennio fa pare andasse più di moda quello del genitore aggressivo, che ha sempre ragione lui ma che – in fin dei conti – di bambini non ci capiva granché. Riprenderemo il discorso a inizio della seconda parte.
I genitori di oggi sono tanto attenti quanto dubbiosi. Troppo attenti e questo ci trasforma spesso nei cosiddetti genitori “passivi” sopra nominati. Siamo vogliosi di dare, ma timorosi di fare troppo o troppo poco. Siamo quei genitori che danno troppo per timore di creare danno, ma che poi lo creano ugualmente perché – be’ – danno troppo. Non solo, se diamo troppo, poi accade che ci lamentiamo. Ci ritroviamo dentro la ruota del “criceto genitore” che corre e corre sempre. Corre perché la aiuta a vestirsi fino a sette anni e gli prepara i vestiti sulla sedia fino ai dodici, fa tutto in cucina perché «Lasciamolo giocare, poverino» o le sistema la cartella fino alle medie… Corre, perché ai bambini oggi non deve mancare niente. Corre, per colmare i suoi momenti vuoti. Corre, per aiutarlo a studiare. Corre per accompagnarla a scuola di teatro, inglese e danza. Corre.
E poi sbotta. Oppure si sente in colpa.
Siamo i genitori migliori di sempre probabilmente, ma anche quelli che si fanno più problemi. Ci hanno detto che potevamo migliorare e lo abbiamo fatto, ora è tempo di fermarsi, respirare e affinare. Se continuiamo a perseguire la perfezione, resteremo sicuramente delusi: ci arrabbieremo e perderemo.
Ecco il circolo vizioso da evitare: quello che inizia con la ricerca della perfezione inesistente, che passa per la perdita del buon umore, della libertà individuale e dell’autocontrollo, fino ad arrivare alle urla quotidiane e alla denigrazione per poi atterrare malamente sull’inevitabile senso di colpa.
